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Condannati due amici per la morte di Cranio Randagio: “Profonda slealtà degli indagati”

cranio randagio

I giudici hanno condannato due ragazzi per la morte di Cranio Randagio. Gli amici della vittima sono stati accusati di aver depistato le indagini.

Per la morte del rapper Cranio Randagio, i giudici hanno condannato due amici della vittima per favoreggiamento.

I due sono stati considerati “sleali e omertosi” e hanno depistato più volte le indagini.

Condannati due amici per la morte di Cranio Randagio: “Profonda slealtà degli indagati”

I giudici hanno condannato Pierfrancesco Bonolis e Jaime Garcia De Vincentiis a scontare due anni e mezzo di carcere in quanto giudicati colpevoli di favoreggiamento nel processo per la morte di Cranio Randagio. “Non può non tratteggiarsi la profonda slealtà di entrambi gli imputati che si è manifestata non solo nell’immediatezza del drammatico evento laddove si sono adoperati per omettere, nel corso delle dichiarazioni rese agli operanti di polizia giudiziaria, snodi fondamentali nella descrizione dei fatti”, si legge nelle motivazioni della sentenza emanata dai giudici.

Il rapper, divenuto famoso dopo aver partecipato a X Factor, è morto nel 2016 dopo aver partecipato a una festa organizzata in un appartamento alla Balduina. Cranio Randagio, all’anagrafe Vittorio Bos Andrei, è stato colto da un malore dopo aver assunto ingenti quantità di droga che hanno indotto un arresto cardiaco.

Due amici della vittima sono stati accusati e condannati per favoreggiamento in quanto hanno mentito sia sul luogo in cui si era tenuto il party che sulla presenza della droga e del pusher che aveva fornito gli stupefacenti all’evento.

I due avrebbero, inoltre, tentato di depistare le indagini per proteggere un altro amico accusato di aver portato la droga alla festa, asserendo che Vittorio avesse portato le sostanze e che fosse l’unico ad averle assunte.

Sulla vicenda, il giudice ha deciso di rimandare gli atti al pm per “svolgere ulteriori approfondimenti”.

La sentenza

Nella sentenza, si legge anche che i due condannati “anche successivamente, essendo venuti a conoscenza del contenuto delle indagini e dunque delle intercettazioni delle celle telefoniche e dei vari sms, hanno per così dire fatto retromarciasu alcune circostanze emerse pacificamente.

Hanno, dunque, ribadito la propria estraneità ai fatti la cui ricostruzione è avvenuta, purtroppo, inaudita altera parte, essendo il Vittorio deceduto e, dunque, in assenza della sua versione dei fatti, cercando di avvalersi di un piano di sviamento conoscitivo che è stato diretto sicuramente a depistare le indagini e a nascondere la verità agli stretti interessati e all’autorità giudiziaria”.

Ancora, i giudici hanno riferito che Bonolis ha più volte cambiato versione circa la presenza e l’uso di droga al party: “Tali dichiarazioni risultano smentite dalla complessa istruttoria dibattimentale in cui, con non poca difficoltà, è emerso un contesto condito da alcool e droga leggera durante la prima parte della serata e dal consumo di droghe pesantidurante il secondo tempo della serata”.

Il secondo ragazzo condannato, invece, “sentito più volte nel corso delle indagini, ha alterato il contesto fattuale negando la circostanza che vi fosse stata cessione e assunzione di droghe pesanti alla festa, ha negato di aver partecipato all’incontro di Andrei con lo spacciatore e ha assunto un atteggiamento reticente che ha ostacolato il reale accertamento dei fatti”.