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Coppia lesbica ha una figlia, Gaia ottiene il congedo di paternità: lo sfogo

Gaia e Sara sono sposate e, grazie alla procreazione assistita, sono mamme di Nora. Gaia ha ottenuto il congedo di paternità dalla banca.

Famiglia arcobaleno

Gaia, che si è sposata con Sara ed è diventata mamma della piccola Nora, grazie alla procreazione assistita, è riuscita ad ottenere il congedo di paternità dalla banca.

Coppia lesbica ha una figlia, Gaia ottiene il congedo di paternità dalla banca

Gaia, 41 anni, direttore di una filiale Intesa-Sanpaolo a Torino, è in congedo parentale da qualche giorno.

La donna è sposata con Sara, maestra di scuola elementare. Nel 2021 con lei è volata a Madrid per cercare di avere con la procreazione assistita quello che in Italia non è concesso alle coppie dello stesso sesso, ovvero un figlio, la loro piccola Nora. Il diritto di avere un figlio le è stato riconosciuto dalla sua azienda, ma non dal suo Paese. Gaia e la figlia Nora hanno un legame sul luogo di lavoro, ma non per strada, in una scuola o in un ospedale.

Quando la donna ha chiesto per la prima volta il congedo parentale all’azienda le è stato rifiutato. “Questione di normativa, è assurdo ma non ne hai diritto” le hanno risposto. Il 13 maggio è nata Nora e Gaia, non potendo avere il congedo, si è presa le ferie che aveva lasciato da parte. Dopo pochi giorni, però, è arrivata la sorpresa. Gaia ha diritto al congedo, perché la sua azienda, Intesa Sanpaolo, ha deciso di estendere i diritti a tutte le coppie.

È la prima volta che accade. Intesa Sanpaolo ha firmato un accordo sindacale che segna un passaggio storico nel riconoscere la genitorialità inclusiva. 

Lo sfogo

La decisione del suo datore di lavoro segna ancora di più le differenze. Per l’azienda Gaia è uno dei genitori di Nora, per lo Stato italiano no. “I miei diritti e quelli della bambina non sono tutelati. Dovesse succede qualche cosa a Sara?” ha chiesto Gaia.

L’Italia riconosce solo la madre biologica, che ha dovuto firmare per il riconoscimento un atto in cui dichiarava che Nora era nata “dall’unione naturale con uomo non parente né affine nei gradi che ostano al riconoscimento ai sensi dell’articolo 251 del codice civile“. “Noi esistiamo come esistono tante coppie arcobaleno. Perché non meritiamo gli stessi diritti? Questo fa male” hanno spiegato. La situazione si è complicata con le sentenze della magistratura e le note della prefettura che hanno portato il Comune di Torino a bloccare la trascrizione dei figli nati da coppie dello stesso sesso. Ora Gaia sta pensando all’adozione di Nora per poter essere riconosciuta come uno dei genitori.

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