Il fentanyl è un oppioide sintetico estremamente potente, sviluppato per il trattamento del dolore severo ma oggi al centro dell’attenzione internazionale per il suo crescente abuso e per i gravi rischi associati. La sua elevata capacità analgesica, unita a dosi letali molto ridotte, lo rende una sostanza tanto efficace in ambito medico quanto pericolosa quando utilizzata fuori dal controllo sanitario.
Ecco cos’è nel dettaglio.
Traffico illecito di fentanyl: allerta internazionale e misure in Italia ed Europa
Parallelamente all’uso medico regolamentato, esiste un mercato illegale sempre più esteso, alimentato soprattutto da dark web e deep web. La produzione clandestina è estremamente redditizia: da 1 kg di fentanyl (acquistabile sul mercato criminale per circa 10.000 euro) si possono ottenere fino a un milione di pillole, con profitti potenziali di decine di milioni.
Per questo motivo la sostanza è diventata un interesse centrale per le organizzazioni criminali. Europol e Interpol nel 2023 hanno individuato circa 400 laboratori clandestini in Europa, alcuni anche in Italia. Nel nostro Paese, tra il 2018 e il 2023, sono stati sequestrati circa 123 grammi di polvere, 28 compresse e varie forme come cerotti e spray: quantità apparentemente ridotte ma potenzialmente sufficienti a causare migliaia di decessi.
L’allarme è aumentato anche a seguito di episodi concreti, come il furto di 80 fiale dall’ospedale Israelitico di Roma, su cui sono state avviate indagini della Procura e dei carabinieri NAS, con l’ipotesi di un furto su commissione destinato al mercato nero. Il caso ha portato a riunioni d’urgenza a Palazzo Chigi e a nuove circolari del Ministero della Salute per rafforzare i controlli, ribadendo l’obbligo di conservazione in casseforti o armadi chiusi e la necessità di procedure più rigorose nella gestione dei farmaci ad alto rischio. Le autorità hanno inoltre annunciato un’intensificazione delle attività ispettive lungo tutta la filiera sanitaria, con particolare attenzione a farmacie e strutture ospedaliere, per prevenire deviazioni verso il mercato illecito.
Cos’è il fentanyl e quanto è pericoloso: “Rischio overdose anche dopo una dose”
Il fentanyl è un oppioide sintetico di elevatissima potenza, appartenente alla stessa famiglia di morfina ed eroina, ma molto più incisivo: viene stimato circa 100 volte più potente della morfina e 50 volte più dell’eroina secondo la Drug Enforcement Administration (DEA). Nato come farmaco per il controllo del dolore severo, oggi è impiegato in ambito medico soprattutto per pazienti oncologici con dolore cronico e durante l’anestesia, grazie anche alla sua azione sedativa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo inserisce tra i medicinali essenziali per le cure palliative. Si presenta in diverse formulazioni (cerotti, fiale, compresse, spray) e viene distribuito solo su prescrizione e sotto stretto controllo sanitario.
Agisce legandosi ai recettori oppioidi, riducendo la percezione del dolore ma alterando anche la risposta emotiva, inducendo rilassamento ed euforia. Proprio questi effetti ne spiegano l’uso improprio come sostanza stupefacente, diffusa con numerosi nomi di strada come “droga degli zombie”, “Dragon’s Breath”, “White Girl”, “Dance Fever”, “Tango & Cash”, “Persiano bianco” o “trip di carta”. Tra gli effetti collaterali compaiono nausea, vomito, stipsi e confusione mentale, ma il rischio principale è la depressione respiratoria, causa tipica di morte per overdose. Studi, tra cui una ricerca del 2022 pubblicata su PNAS Nexus, indicano che il fentanyl può bloccare la respirazione prima ancora della perdita di coscienza, e dosi minime (2–3 milligrammi) possono risultare letali.
L’uso prolungato porta rapidamente a tolleranza e dipendenza, con sintomi di astinenza come ansia, sudorazione, dolori addominali e diarrea. Negli Stati Uniti la sua diffusione ha alimentato una crisi senza precedenti: inizialmente legato alla prescrizione di oppioidi negli anni ’90, il fenomeno è esploso quando il fentanyl ha sostituito l’eroina e si è diffuso anche in combinazione con stimolanti come metanfetamina e cocaina, rendendo meno efficace l’antidoto naloxone. Tra il 2010 e il 2021 i decessi associati a queste miscele sono aumentati di oltre 50 volte.
