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Cosa accadrebbe se la Russia decidesse di invadere l’Ucraina

Due blocchi contrapposti dopo l'esaurimento della spinta iniziale e di nuovo un "muro": ecco cosa accadrebbe se la Russia decidesse di invadere l’Ucraina

Il possibile scenario se la Russia invadesse l'Ucraina

Cosa accadrebbe se la Russia decidesse davvero di invadere l’Ucraina? Un buon articolo di Fulvio Scaglione per Fanpage disegna non solo uno scenario militare “monco”, ma anche una situazione geo politica “già vissuta”, quella cioè di una risultato finale con due blocchi di influenza su un paese spezzato in due e se questo non ricorda qualcosa di molto recente allora vuole dire che la Storia non ha più cittadinanza del mondo. 

Se la Russia decidesse davvero di invadere l’Ucraina ne farebbe un solo boccone, poco da fare

Il dato di partenza è che, per quanto agguerrita ed ex “figlioccia” dell’Urss, l’Ucraina per Mosca è il classico boccone unico. La supremazia aerea della Federazione russa è talmente evidente che per averene un’idea basta un dato: in molte cose fra quelle che volano a turbogetto la Russia è addirittura moderatamente più munita degli Usa. L’Ucraina ha poca roba capace di alzarsi in volo e tutta intercettabile a lungo raggio. E se l’invasione fosse aerea in barba ad un immenso schieramento di forze che sa un po’ di specchietto per le allodole la Russia non ucciderebbe soldati, ma ucciderebbe un paese, colpendo cioè i suoi gangli vitali piuttosto che la sua forza offensiva. 

La guerra aerea per colpire un paese e quella di fanteria per colpire il nemico: le differenze

Tuttavia le guerre alla fine si vincono con la fanteria, perciò avremmo 150 soldati della Federazione contro circa 130mila soldati dell’Ucraina. Sono effettivi e riservisti, tutti addestrati “alla russa” (cioè con catene di comando brevi e con skill di tiro sopra la media europea) pronti a scornarsi nell’aera di Kharkiv. La città di Mariupol sarebbe poi il vertice di un angolo quasi retto che farebbe affacciare i russo sul Mar Nero, dove pasturano da tempo i loro battelli Akula. 

La tregua per esaurimento della spinta e il nuovo scenario: un paese diviso in due come una torta

L’aspetto interessante e plausibile sarebbe poi quello di una fisiologica tregua: nel mondo del terzo millennio le guerre sono ancora inevitabili ma il perseverare del loro incedere è cosa più difficile: ci sono troppe diplomazie e troppi interessi geopoltici sovrapposti. E con il 20% dell’Ucraina in tasca, secondo l’ottimo Scaglione, Mosca potrebbe tirare il fiato mentre l’Occidente andrebbe a svegliarsi dal torpore bizantino con cui sta conducendo le trattative di una crisi che lo vede schiavizzato dal problema gas.

Ci sarebbero problemi poi di resistenza, con il nazionalismo ucraino che è molto vicino a quello serbo, per intensità. 

Due blocchi e in mezzo un “nuovo muro”, perché la vera diplomazia è quella del gas

Insomma, a parere di Scaglione lo scenario potrebbe essere quello di due blocchi cristallizzati dall’esaurimento delle finestre di opportunità militare e politica. Due blocchi con la Nato ad overt, la Russia ad Est e l’Ucraina ridotta come la Polonia del patto Ribbentrop-Molotov. Già, perché anche allora ed anche allora per poco, altri tedeschi ed altri russi ebbero un momento di conveniente struscio reciproco. All’epoca la parola d’ordine fu “non aggressione”, oggi, e non solo per i tedeschi, la parola chiave è Gazprom.

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