> > Cosa dicono i pusher della Stazione Centrale: "Lavorare non ci serve"

Cosa dicono i pusher della Stazione Centrale: "Lavorare non ci serve"

Controlli della polizia alla stazione centrale di Milano

Droga, adescamenti, furti, aggressioni e molestie sessuali, ecco cosa dicono i pusher della Stazione Centrale: "Lavorare non ci serve, voi ci fare mangiare"

Non è difficile intuire cosa dicano i pusher della Stazione Centrale di Milano: “Lavorare non ci serve“.

Lo ha ribadito una completa mini inchiesta del Corriere della Sera in uno dei luoghi di massimo degrado e pericolosità del capoluogo lombardo. L’artticolo molto esaustivo a firma di Andrea Galli ha raccolto una serie di situazioni e dichiarazioni che danno bene l’idea di un modo di vivere a metà strada esatta fra crimine e degrado. 

Alla Stazione Centrale “lavorare non ci serve”

E la frase-mantra? “Basta lavorare, tanto ci date da mangiare”.

Nel pezzo poi sono elencati tutti i metodi di approccio che quell’umanità disperata e pericolosa ha con chi passa: “Vuoi questa catenina? Fidati, non è rubata”. I blitz e gli arresti di Polizia e Carabinieri servono solo a contenere per poche ore, tante ce ne vogliono perché al posto di chi viene fermato ne arrivino altri. Il pezzo cita anche alcune situazioni-tipo che vale la pena elencare: “Urlano sbilenchi alla luna, tirano di boxe contro i cartelli stradali, pedinano le ragazze”

Adescamenti, violenze e tanta droga

E dicono loro: “Sei bella, ti voglio fare”. Poi c’è la droga, tanta droha: “Offrono hashish, marijuana, cocaina , eroina e puntano ad altro, del resto parlano veloce e parlano tra loro ché in principio sono spacciatori ma subito diventano predatori”. E i furti: “Uno blocca, l’altro fruga, entrambi vanno in dissolvenza. Su cosa e quanto ci sia in zaini, tasche e borsette, zero pregiudizi: basta che si arraffi”. Ma quand’è che si palesa quell’inferno in terra? A ondate temporali, spiega il pezzo: “Prima di mezzanotte e da mezzanotte alle quattro, quando la stazione Centrale chiude e riapre lasciando fuori nei 240 minuti i delinquenti dello spaccio, degli scippi e delle rapine”.