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Covid, Pregliasco: “In Italia c’è una situazione migliore del Regno Unito? È ancora presto per dirlo”

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha messo a confronto l’andamento della pandemia Covid in Italia e la situazione esistente nel Regno Unito.

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Il virologo del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico della Regione Lombardia, Fabrizio Pregliasco, si è espresso in merito all’andamento della pandemia da coronavirus attualmente presente nel Regno Unito, confrontando la situazione con quanto sta accadendo in Italia.

Covid, Pregliasco: l’andamento della pandemia in Italia e il confronto con il Regno Unito

In occasione di un’intervista rilasciata ad AdnKronos Salute, il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato che “è ancora presto” per determinare se, in relazione al numero dei contagi Covid, l’andamento della pandemia stia procedendo in maniera differente e migliore per l’Italia, rispetto al Regno Unito.

Nella Nazione guidata dal primo ministro Boris Johnson, i casi di positività si attestano quotidianamente su una media di 30 mila contagi, accompagnati da un tasso di mortalità corrispondente a tre cifre.

In Italia, invece, i positivi al SARS-CoV-2 sono circa dieci volte inferiori rispetto al Regno Unito mentre i decessi, nella giornata di venerdì 24 settembre, sono stati pari a 52 unità. Ciononostante, l’esperto ha invitato la popolazione a non entusiasmarsi eccessivamente per i dati registrati nell’ultimo periodo, continuando a non abbassare la guardia.

Covid, Pregliasco: “Attendere l’inverno per osservare gli sviluppi della pandemia”

In particolare, Fabrizio Pregliasco ha dichiarato: “Quando ci saranno gli sbalzi termici, quando il lavoro in presenza prenderà più piede, quando sarà passato un po’ di tempo dall’apertura delle scuole, lì si giocherà il destino di un’invernata”.

Mettendo a confronto la situazione esistente nel Regno Unito e quella presente in Italia, poi, il virologo ha spiegato: “Ogni nazione ha una sua curva con tempistiche diverse, non è un’onda sincrona nel mondo.

E poi a incidere sono state sicuramente anche differenze rispetto ad alcune modalità che non è facile andare a individuare esattamente. Noi potremmo anche non essere così capaci di andare a individuare gli asintomatici. E comunque siamo ancora su valori alti, non è che si stanno abbassando”.

Covid, Pregliasco: in Italia, situazione migliore grazie alle restrizioni

Per il docente dell’Università degli Studi di Milano, quindi, se i contagi e i decessi in Italia continuano a essere particolarmente contenuti, il risultato ottenuto è merito delle restrizioni ancora in vigore nel paese.

A questo proposito, infatti, Fabrizio Pregliasco ha sottolineato: “Io credo che la nostra scelta precauzionale con più chiusure ha fatto sì che siamo riusciti a tenere un po’ più bassa la diffusione del virus. Abbiamo avuto delle azioni di mitigazioni più efficaci. Gli inglesi hanno aperto prima, sono stati più temerari. Ed è chiaro che, ancora adesso, ogni contatto interumano rappresenta una probabilità di infezione e quindi più contatti ci sono più contagi possono verificarsi”.

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