Una possibile svolta giudiziaria si affaccia sul caso della strage di Capodanno a Crans-Montana: la libertà dei coniugi Moretti è ora legata al versamento di una consistente cauzione, che un sostenitore rimasto anonimo si sarebbe detto pronto a pagare, mentre resta drammatico il bilancio umano della vicenda.
Cauzione e dolore: le famiglie delle vittime di Crans-Montana chiedono giustizia
La prospettiva della cauzione per Jacques e Jessica Moretti ha colpito duramente i familiari delle vittime e dei feriti dell’incendio di Crans-Montana, riuniti in questi giorni soprattutto all’ospedale Niguarda di Milano.
Come riportato dal Corriere, Valentino Giola, avvocato e padre di Giuseppe, 16 anni, parla con lucidità dal reparto grandi ustionati, dove segue anche le famiglie degli altri ragazzi coinvolti: “Nel nostro ordinamento giudiziario la cauzione non è prevista e quindi facciamo fatica a comprenderla. Ma dobbiamo restare lucidi, al di là del dolore“. Giola sottolinea come l’attenzione debba restare sulle indagini e sulle responsabilità più ampie: “Non ho voglia di vendetta. Ho voglia di giustizia“, aggiungendo che “i due titolari sono pesci piccoli” e puntando il dito contro chi avrebbe dovuto vigilare.
A preoccupare è soprattutto il divario tra i sistemi giuridici: “La differenza tra la normativa svizzera e quella italiana è così significativa”, osserva l’avvocato Francesco Marenghi, evidenziando quanto sia fondamentale il sostegno delle istituzioni italiane. In questo clima, resta comune un sentimento condiviso: la richiesta di verità e responsabilità, mentre il dolore continua a segnare ogni ora trascorsa accanto ai letti d’ospedale.
Crans-Montana, colpo di scena: un “amico anonimo” pronto a pagare la cauzione per liberare i Moretti
Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana, potrebbe tornare in libertà nel giro di due giorni grazie al pagamento di una cauzione. Lo stesso varrebbe per la moglie Jessica Maric, che al momento resta sottoposta a misure restrittive meno severe, tra cui il braccialetto elettronico e l’obbligo di firma. La somma fissata dalla Procura del Canton Vallese è di 200mila franchi svizzeri ciascuno, per un totale di circa 400mila franchi (poco più di 430mila euro).
Secondo quanto riportato dall’Agi, a farsi carico dell’importo sarebbe una persona molto vicina alla coppia, rimasta volutamente nell’ombra. Negli atti compare infatti una lettera inviata dal legale di Moretti alla procuratrice Beatrice Pilloud: “Le scrivo per informarla che un caro amico del mio cliente, nonché di sua moglie, ha accettato di versare un deposito cauzionale”. Nello stesso documento viene avanzata la richiesta che, “data la copertura mediatica del caso, venga garantita una misura di protezione e il più rigoroso anonimato per questa persona”.
Ora spetterà al Tribunale delle misure coercitive confermare o rivedere l’importo: la decisione è attesa entro 48 ore e potrebbe arrivare già lunedì 19 gennaio. La Procura ritiene l’entità della cauzione adeguata, considerando che i coniugi non avrebbero entrate, possiedono immobili gravati da ipoteche e veicoli in leasing, e che una fuga sarebbe improbabile anche grazie alla vigilanza della polizia cantonale.