La tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato 40 morti e 116 feriti al locale Le Constellation, continua a scuotere l’opinione pubblica. La scarcerazione di Jacques Moretti, titolare del locale, dietro il pagamento di una cauzione, ha suscitato forte indignazione, in particolare tra le famiglie delle vittime. Andrea Costanzo, padre di Chiara, morta a 16 anni nella strage, ha definito la decisione “inammissibile“.
Crans-Montana, scarcerazione con misure cautelari e quadro giudiziario
Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, detenuto dal 9 gennaio dopo la tragedia di Capodanno, esce dal carcere grazie al pagamento di una cauzione di 200mila franchi svizzeri, versata da un suo amico. Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha tuttavia stabilito una serie di obblighi stringenti: il divieto di espatrio, la consegna di tutti i documenti di identità, la presentazione quotidiana alla polizia e il rispetto delle condizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Nel provvedimento si ribadisce che “per l’imputato vale la presunzione di innocenza fino all’emissione di una sentenza di condanna” e che la somma richiesta è stata ritenuta “adeguata e dissuasiva“. La decisione è maturata dopo “una nuova valutazione del rischio di fuga” e dopo aver verificato l’origine del denaro e i rapporti tra Moretti e chi ha versato la cauzione. Insieme alla moglie Jessica, Moretti resta indagato per omicidio colposo, lesioni personali e incendio colposo, mentre il tribunale ha ricordato che la detenzione preventiva rappresenta «l’ultima ratio» e non ha finalità punitive.
Crans-Montana: la rabbia del papà di Chiara Costanzo dopo la scarcerazione di Jacques Moretti
La scelta di rimettere in libertà Moretti ha però riacceso la sofferenza delle famiglie delle vittime e provocato dure reazioni anche sul piano politico. Andrea Costanzo, padre di Chiara, morta a 16 anni nella strage, ha espresso a Repubblica tutta la sua amarezza parlando di una decisione che considera «inammissibile»: “La ferita brucia, brucia sempre. Ma questa decisione è inammissibile. Mi lascia attonito, sgomento, annichilito, indignato“.
Per lui la fiducia nella giustizia è un appiglio fragile: “Il fatto che un giorno sarà fatta giustizia è l’unica cosa che oggi mi tiene in vita… ma oggi sto vacillando“. Sulla stessa linea l’indignazione del governo italiano, con la premier Giorgia Meloni che ha definito la scarcerazione “un oltraggio alla memoria delle vittime” e il ministro Antonio Tajani che ha parlato di “una decisione che lascia molto a desiderare“.
Intanto i legali dei coniugi Moretti hanno fatto sapere che i loro assistiti “prendono pienamente atto della decisione resa” e che “i loro pensieri restano costantemente rivolti alle vittime di questa tragedia“, mentre tra i familiari cresce il timore che non vengano approfondite tutte le possibili responsabilità e che restino zone d’ombra ancora da chiarire.