La tragedia del Capodanno a Crans-Montana, che ha causato 41 vittime e 115 feriti, continua a segnare le vite dei giovani coinvolti e a sollevare interrogativi sulla gestione politica e sulla sicurezza dei locali pubblici. A mesi dall’incendio, i pazienti ricoverati in ospedale iniziano lentamente a tornare a casa, mentre le indagini sulla responsabilità delle autorità locali proseguono.
La gestione della tragedia a Crans-Montana
Mentre i giovani italiani riprendono gradualmente la loro vita, a Crans-Montana la gestione politica della tragedia resta controversa. Il sindaco Nicolas Féraud non ha rassegnato le dimissioni nonostante sia finito sotto indagine. Durante una conferenza stampa, ha ammesso che al locale Constellation, teatro del disastro, il Comune non effettuava controlli antincendio da anni. Il consiglio comunale locale ha dichiarato di aver “preso atto dell’indagine a carico” del sindaco, confermando che Féraud continuerà a gestire gli affari correnti, ma si asterrà dalle decisioni legate alla tragedia finché sarà sotto inchiesta.
Crans-Montana, spiraglio di luce dopo settimane di inferno: “Due pazienti tornano a casa”
Sono cinque i ragazzi ancora ricoverati al centro ustioni del Niguarda, tra i quali una sedicenne e quattro ragazzi tra i quindici e i diciassette anni, sopravvissuti all’incendio di Capodanno a Crans-Montana e rimpatriati con un ponte aereo.
Negli ultimi giorni, due di loro hanno potuto finalmente fare ritorno nelle loro case: mercoledì 4 marzo è stata dimessa la sedicenne, prima della terza D del liceo Virgilio, mentre sabato è rientrato nella capitale il sedicenne romano. L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha anticipato che “probabilmente, nell’arco della prossima settimana, due saranno dimessi, quindi la stragrande maggioranza potrà trascorrere Pasqua a casa”. Bertolaso ha anche spiegato che i ragazzi già tornati a casa continuano a fare regolarmente ritorno in ospedale per le medicazioni e le terapie, ma allo stesso tempo stanno riprendendo la frequenza scolastica.