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Crisi energetica, cosa prevede il “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale”

Crisi energetica e “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale” per una riduzione totale dei consumi da 5,3 miliardi di metri cubi

Il ministro Roberto Cingolani

Le regole auree per contenere la crisi energetica e chi le ha stabilite, ecco cosa prevede il “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale”. Lo ha messo a punto il Ministero della Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani e prevede una serie precisa di step, normativi e di condotta.

Eccone un sunto: “Per ridurre i rischi connessi a una potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia durante il prossimo inverno nonché rispondere alle richieste europee in termini di riduzione dei consumi per il periodo 2022-2023, è opportuno attuare sin da subito misure di contenimento dei consumi nazionali di gas”.

Crisi energetica e piano nazionale

Teoricamente quel piano dovrebbe indurre una riduzione dei consumi per 5,3 miliardi di metri cubi di gas .

Come? “Considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas), cui si aggiungono le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione degli utenti ai fini di un comportamento più virtuoso nei consumi“.

Risparmio e regole adottate dal Mite

Per il Mite ci sono regole da adottare: riduzione di un grado del riscaldamento degli edifici, a 17 con più o meno 2 gradi di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, a 19 con più o meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici.

E ancora: “I limiti di esercizio degli impianti termici, rispetto a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 4 del DPR n.74/2013, sono ridotti di 15 giorni per quanto attiene il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione”.

Le condotte promosse ma non imposte

Fuor di norma poi ci sono le condotte promosse: “Riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine”. Lo scopo è “per il periodo primo agosto 2022 – 31 marzo 2023 una riduzione di circa 1,8 miliardi di Smc”.

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