> > Crisi in Medio Oriente: aggiornamenti su Iran, Stati Uniti e Israele

Crisi in Medio Oriente: aggiornamenti su Iran, Stati Uniti e Israele

Crisi in Medio Oriente: aggiornamenti su Iran, Stati Uniti e Israele

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione per il ritiro delle truppe dall'Iran, mentre Trump annuncia progressi nei colloqui. Intanto, Israele e Libano concordano un cessate il fuoco.

La situazione in Medio Oriente continua a essere estremamente delicata, con sviluppi significativi che coinvolgono Iran, Stati Uniti e Israele. Mentre la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione per il ritiro delle truppe dall’Iran, il presidente Donald Trump annuncia progressi nei colloqui con Teheran. Intanto, Israele e Libano concordano un cessate il fuoco, ma la tensione rimane alta.

La risoluzione della Camera dei Rappresentanti

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran, un conflitto iniziato a febbraio. La risoluzione, adottata con il supporto di quattro membri del Partito Repubblicano di Trump che si sono uniti ai Democratici, è in gran parte simbolica.

Il presidente degli Stati Uniti può porre il veto sul provvedimento se questo ottiene l’approvazione del Senato.

Le dichiarazioni di Trump

Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran potrebbero concludersi “questo fine settimana” e stanno andando “molto bene”. “Siamo molto vicini alla firma delle carte”, ha aggiunto, spiegando di voler separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l’Iran.

“È una situazione di natura ben diversa. Abbiamo parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto. Sappiamo che i contatti ci sono stati. Ieri hanno acconsentito: non spareranno. E nemmeno Israele sparerà”, ha replicato il tycoon alla domanda se sia possibile raggiungere un accordo con l’Iran senza che Israele cessi le ostilità in Libano.

Il cessate il fuoco tra Israele e Libano

Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco, a condizione che anche Hezbollah accetti di interrompere le ostilità. Secondo una dichiarazione congiunta dei due Paesi e degli Stati Uniti, l’accordo è subordinato a una “cessazione completa” del fuoco da parte di Hezbollah. Inoltre, il gruppo dovrà ritirare tutti i propri combattenti e operatori dalle aree del territorio libanese a sud del fiume Litani, vicino al confine con Israele.

Le vittime degli attacchi

Secondo fonti dell’ospedale al-Shifa, riportate da Al-Jazeera, un raid aereo israeliano su un condominio residenziale a Gaza City ha causato la morte di almeno nove persone, tra cui quattro bambini. Quattro raid aerei israeliani simultanei hanno colpito la città, dove i vigili del fuoco stanno lottando per domare gli incendi divampati. Diverse persone sono rimaste ferite, tra cui donne e bambini, alcune delle quali versano in condizioni critiche.

Le reazioni internazionali

L’Ue ha condannato “con fermezza gli ultimi attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Kuwait e Bahrain”, denunciando una “grave violazione del diritto internazionale umanitario” e “una minaccia alla stabilità della regione”. “Questi attacchi deliberati contro obiettivi civili sono inaccettabili”, ha affermato il Servizio europeo per l’azione esterna in una nota, chiedendo un’immediata de-escalation e la piena attuazione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che qualsiasi attacco a Beirut scatenerà una “ripresa della guerra su vasta scala”. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver aperto il fuoco contro il terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait, affermando che un’indagine ha dimostrato che i danni sono stati causati da un errore del sistema di difesa Patriot degli Stati Uniti.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per stasera una riunione su questioni di sicurezza che tratterà principalmente della questione libanese. Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa d’Israele (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che in Libano “non c’è cessate il fuoco per le nostre forze”. “Stiamo lavorando per massimizzare la libertà d’azione che ci è stata concessa e coglieremo ogni opportunità per eliminare le minacce ai cittadini di Israele e alle nostre forze”, ha aggiunto.