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Crollo ponte Genova causato forse da rottura di uno strallo

L'ipotesi è stata avanzata dal professor Antonio Brencich, il quale ha precisato che sono da raccogliere diversi elementi prima di averne certezza.

ponte genova

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito una Commissione speciale per far luce sulle cause che hanno portato al crollo del ponte Morandi di Genova, come ha ricordato il ministro Danilo Toninelli tramite Facebook: “E’ stata immediatamente costituita una commissione ispettiva presso il mio ministero. E’ già all’opera per fare tutti gli accertamenti tecnici sul crollo del viadotto ed entro un mese mi relazionerà su cosa ha scoperto”. Dopo un primo sopralluogo, uno dei membri del neonato comitato- il professor Antonio Brencich– ha rilasciato alcuni dichiarazioni alla stampa.

Collasso di tirante forse causa crollo

“Le cause del crollo? Bisogna studiare; per arrivare a una risposta ragionevolmente affidabile occorre un po’ di tempo“, ha affermato Antonio Brencich, professore dell’Università di Genova; membro della Commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che deve accertare le ragioni alla base del crollo del ponte Morandi, Brencich ha risposto alle domande di alcuni giornalisti presenti durante una prima ispezione.

“L’ipotesi che sia collassato uno strallo– dichiara il professore- ha un senso, dal punto di vista tecnico ed è coerente con alcuni informazioni e testimonianze che ci sono”. Lo strallo, come spiega Brencich, è un tirante che parte dalla sommità del ponte. Il professore ha tuttavia precisato che al momento si tratta solo di una supposizione: la raccolta degli elementi necessari per comprendere l’incidente sono ancora in corso, considerando anche la vicinanza cronologica degli eventi. “Dopo tre giorni- afferma il membro della commissione- è l’ipotesi di lavoro più probabile”. Secondo Brencich, è da escludere che particolari condizioni atmosferiche e l’aumento del traffico siano tra le cause del disastro. Il ponte infatti, ideato e realizzato circa cinquant’anni fa, è stato progettato per reggere un carico molto superiore a quello che deriva dell’aumento della circolazione dei mezzi.

Piuttosto, ricorda il membro della Commissione, è probabile che l’elemento strutturale si sia deteriorato per ragioni ambientali: “Quando un elemento strutturale si spezza, in assenza di circostanze particolare, la causa può un degrado ambientale: d’altronde Genova, essendo sul mare, è molto sensibile al degrado dei materiali, del calcestruzzo ma soprattutto dell’armatura interna”. Occorre precisare di nuovo che queste sono le ipotesi più fondate, ma le verifiche sono ancora in corso.

I membri della Commissione

La Commissione, istituita con decreto ministeriale dal dicastero dei Trasporti e delle Infrastrutture, è incaricata di svolgere le opportune verifiche per appurare le ragioni del crollo. Secondo quanto riporta l’Ansa è formata da: Roberto Ferrazza, architetto e Provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che ricopre l’incarico di presidente del comitato; Ivo Vanzi, professore e membro del Consiglio superiore dei Lavori pubblici; il già citato professor Antonio Brencich, che insegna all’Università degli Studi di Genova; Gianluca Ievolella, ingegnere e Consigliere di supporto al Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici; Michele Franzese e Bruno Santoro, dirigenti tecnici della Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali.

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