Manuel Careddu, baby gang voleva uccidere anche la madre
Manuel Careddu, baby gang voleva uccidere anche la madre
Cronaca

Manuel Careddu, baby gang voleva uccidere anche la madre

Manuel Careddu

In base ad alcune intercettazioni, i 5 arrestati per l'omicidio di Manuel Careddu hanno pensato di "sparare in testa" anche alla madre del 18enne.

La baby gang composta dai cinque ragazzi arrestati per l’omicidio di Manuel Careddu hanno ipotizzato anche l’uccisione della madre del 18enne. La donna infatti, dopo la scomparsa del figlio, aveva fatto domande e aveva indicato alla polizia i nomi dei presunti assassini del giovane. Nelle intercettazioni viene citata anche “una corda” e un piccone”.

Uccidiamo anche la madre

“Spariamo alla madre. La prossima volta che mi va a denunciare le stampo un proiettile in testa“. A dirlo uno dei 5 arrestati per l’omicidio di Manuel Careddu, il 18enne scomparso da Macomer (Nuoro) l’11 settembre 2018. Dopo settimane di indagini, gli inquirenti sono infatti certi che Careddu sia stato ucciso, da una baby gang di coetanei che gli ha teso una trappola. Dopo l’assassinio, i cinque avrebbero quindi gettato il corpo del giovane nel lago Omodeo, anche se ad oggi nonostante le incessanti ricerche il cadavere di Manuel non è stato ancora ritrovato. Tutto questo per un piccolo debito di droga, almeno apparentemente.

In base ad alcune intercettazioni ambientali, infatti, emerge come il gruppo fosse intenzionato, quantomeno a parole, ad uccidere ancora al solo scopo di non far emergere la verità.

La frase incriminata è stata carpita da una microspia piazzata all’interno della vettura che presumibilmente è stata utilizzata per trasportare Manuel Careddu fin sulla riva del lago. Come osserva La Nuova Sardegna, chi parla non fa nomi ma se si analizza il contesto sembra abbastanza chiaro come la minaccia fosse rivolta a Fabiola Baraldi, la mamma del 18enne.

Stando a quanto si apprende, infatti, dopo aver denunciato la scomparsa del figlio la donna si è recata due volte presso il lago Omodeo. Ed avrebbe fatto i nomi dei presunti assassini alla polizia. In paese qualcuno, evidentemente, aveva parlato. Tra i dialoghi intercettati anche quelli dove si cita la possibile arma del delitto. Viene nominata per esempio una corda ma qualcuno sottolinea come questa sarebbe “troppo grossa per strozzarlo”, e un piccone “da nascondere sotto la felpa”.

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