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Ancona, matrimonio in ospedale per Paolo ed Emanuela

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Nonostante la malattia e un ricovero d'urgenza, Paolo Pizzicotti non si è arreso. E' così riuscito a sposare la sua amata in una stanza d'ospedale.

Nemmeno un letto d’ospedale e una brutta malattia ha impedito a Paolo Pizzicotti di unirsi in matrimonio con la sua amata, con cui ha già condiviso 30 anni di vita assieme.

L’uomo doveva sposarsi con la sua fidanzata, Emanuela Acquabona, sabato 24 novembre 2018 in Comune. Purtroppo, la 51enne prima della cerimonia è stata costretta a ricoverarsi. Paolo però non si è arreso e, pur dovendo combattere con un po’ di burocrazia, alla fine ha messo l’anello al dito alla donna della sua vita.

Nozze in corsia

Con l’aiuto dei medici e degli infermieri del reparto della Clinica Medica di Torrette, ad Ancona, Paolo Pizzicotti ha quindi organizzato un matrimonio in grande stile, anche se in una stanza d’ospedale.

Come riporta Ilmessaggero.it, alle ore 13 di venerdì 29 novembre 2018 finalmente il sogno d’amore della coppia è stato coronato. L’uomo, titolare di un’impresa di facchinaggio, è riuscito infatti a portare in clinica un funzionario del Comune che ha celebrato così le nozze.

Tanti gli invitati: non solo infatti parenti e amici ma anche i sanitari che si stanno occupando della donna e qualche altro paziente che non ha voluto mancare al fatidico “sì”.

Ovviamente, anche se in una corsia d’ospedale, non poteva mancare il brindisi e il banchetto nuziale. Al buffet ci ha pensato Paolo mentre un’infermiera si è offerta di preparare la torta degli sposi.

Altre colleghe invece hanno provveduto agli addobbi della stanza, che quel giorno era un po’ meno triste e grigia. Infine, al posto del bouquet Emanuela ha indossato una ghirlanda di fiori, intrecciata sempre dal personale dell’ospedale.

Alla fine, Paolo ha ringraziato di cuore “i medici, gli infermieri e tutto lo staff della Clinica Medica di Torrette. Sono stati eccezionali – sottolinea a Ilmessaggero.it -. E’ soprattutto merito loro se io e mia moglie abbiamo potuto celebrare il matrimonio, con la collaborazione del Comune”.