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Migranti, Sea Eye cambia rotta e si dirige verso Lampedusa

Un improvvisa virata ha portato la nave della Ong Sea Eye, battente bandiera tedesca, a muovere con 64 migranti a bordo verso Lampedusa.

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La nave della Ong tedesca Sea Eye, con 64 migranti a bordo, sta puntando verso il porto di Lampedusa mentre all’orizzonte si staglia l’ennesimo potenziale braccio di ferro con autorità italiane; Matteo Salvini ha infatti già avvertito che in Italia non sono i benvenuti, consigliando loro di andare ad Amburgo.

Dal canto suo il comandante della nave tedesca ha chiesto di poter approdare in un porto sicuro: date le precarie condizioni del mare (meteo non buono) e dei passeggeri a bordo.

Il cambio di rotta

La nave della Sea Eye, battente bandiera tedesca, intorno alle ore 15 di ieri, giovedì 4 aprile, invece di continuare a dirigersi verso la Germania ha eseguito una secca virata verso nord-ovest, puntando verso le coste siciliane dell’isola di Lampedusa.

“Altre vite messe a rischio da una Ong straniera, partita da acque libiche in direzione Italia: il nostro governo ha scritto al governo tedesco perché si faccia carico del problema e dal Viminale abbiamo diffidato la nave dall’entrare nelle acque italiane”, ha spiegato il ministro Salvini poche ore dopo in un comunicato, mentre si trovava nella capitale francese per prendere parte al G7 dei ministri dell’Interno.

La linea dura del governo italiano

In mattinata, con un tweet il responsabile del Viminale aveva invitato la Alan Kurdi a sbarcare i migranti ad Amburgo: cosa non realizzabile visto che per regolamento i migranti devono essere portati nel porto più vicino (che non può essere la Libia perché “non sicura” per l’unione europea”. La Farnesina si allinea agli Interni inviando una nota al ministero degli Esteri tedesco, poiché le mosse fin ora messe in atto dalla Ong “risultano quanto meno dubbie dal punto di vista delle norme europee ed italiane in materia di sicurezza, controllo delle frontiere e contrasto all’immigrazione illegale”. Di conseguenza l’avvicinamento all’Italia potrebbe essere interpretato come “una minaccia al buon ordine ed alla sicurezza dello Stato”. Poi, continua la Farnesina specificando che le autorità italiane “non hanno in alcun momento assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso che sono avvenute ben al di fuori della zona Sar di responsabilità italiana. Solo alle 15.30 del 4 aprile è pervenuta una richiesta di Place of safety”.

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