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Maria Teresa Novara è morta a 13 anni dopo essere stata segregata

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Maria Teresa Novara è stata rapita e sottoposta a continui abusi: i dettagli del caso e del brutale omicidio.

Maria Teresa Novara morte

La piccola Maria Teresa Novara è stata rapita la notte del 16 dicembre 1968. I due ladri d’appartamento l’hanno poi segregata in una cascina nella provincia di Asti, non lontano da casa sua. Morta incatenata a 13 anni a seguito di brutali torture: le è stata finalmente restituita una memoria dignitosa.

La storia di Maria Teresa Novara

Nell’Italia del 1968 i rapimenti sono all’ordine del giorno. Per questo motivo la polizia non sa da dove cominciare le indagini quando, a Villafranca d’Asti, un paesino del Piemonte, viene rapita la giovane figlia di contadini Maria Teresa Novara.

Maria Teresa Novara morte

È una notte di dicembre quando due uomini si introducono nella villetta di una coppia. I ladri d’appartamento, non avendo trovato quello che cercavano, decidono di prelevare una tredicenne. Si tratta di Maria Teresa, ospite dagli zii per poter frequentare la scuola. Durante le prime ventiquattrore non arriva alcuna richiesta di riscatto a casa Novara ma solo un biglietto firmato dalla stessa giovane. C’è scritto che lei stessa ha deciso di andarsene: si tratta di un depistaggio ma quella accreditata è l’ipotesi di una “fuga d’amore”, sebbene Maria Teresa sia stata prelevata con la forza da estranei durante la notte.

Il rapimento e gli abusi

La sua famiglia non smette di sperare, purtroppo i suoi genitori non sanno che l’amata figlia si trova a pochi chilometri da casa. I rapitori Bartolomeo Calleri e Luciano Rosso, l’hanno segregata in una cascina nelle campagne di Canale. La giovane si torva incatenata come un animale in un cunicolo scavato nel terreno sotto una botola ed è costretta a subire abusi ripetuti. I due uomini hanno deciso di venderla ai pedofili: tra chi ne approfitta, ci sono anche persone del paese ma nessuno sporge denuncia.

Nel frattempo i due criminali continuano con i furti negli appartamenti. Sorpresi in una casa di Torino, per non essere arrestati si gettano nel Po: Calleri affoga. Russo viene imprigionato ma per non aggravare la propria posizione, nasconde il fatto di aver segregato la piccola Maria Teresa.

Maria Teresa Novara morte

La morte di Maria Teresa Novara

La polizia intanto inizia a fare sopralluoghi nel covo dei malviventi. La prima volta non trovano nulla, mentre la seconda, scoprono la botola che porta al seminterrato. È in questo luogo tetro che viene ritrovato il corpo martoriato e senza vita della giovane vittima, incatenata e morta asfissiata. Qualcuno ha infatti otturato la presa d’aria che areava la prigione. Maria Teresa Novara è morta: accanto al cadavere ancora caldo è stato trovato un biglietto:

“Sono Maria Teresa Novara, voglio essere riportata nel paese dei miei genitori

La memoria negata

Questo caso ha un grande eco nell’opinione pubblica ma i giornali lo trattano in maniera completamente distorta. La stampa scrive della scelta della ragazzina di percorrere la “strada del vizio” e della sua “fuga d’amore”. Luciano Russo, il suo carceriere accusato di omicidio, viene prima assolto per insufficienza di prove e poi condannato a 14 anni di reclusione.

Nella provincia di Asti la triste vicenda di Maria Teresa Novara, viene presto dimenticata. Sarà il libro di Marilina Rachel Veca e Stefano Cattaneo Anatomia di un delitto, a restituire dignità alla figura della giovane vittima, seppur attraverso un romanzo.

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