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Migrante morto in aereo: crudele commento sul “biglietto rimborsato”

Ha suscitato aspre polemiche il commento di una donna di Milano che ha ironizzato su un bambino migrante morto assiderato nel carrello di un aereo.

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Ha subito scatenato un nugolo di polemiche il commento insensibile di una donna di Milano sulla vicenda del bambino migrante morto assiderato nel carrello di un aereo Air France. La signora, titolare di una pizzeria nel capoluogo lombardo, aveva infatti commentato la morte del piccolo ironizzando sulla possibilità che potesse farsi rimborsare il biglietto aereo.

Una frase che non ha inorridito numerosi utenti del web e che è stata condannata anche da giornalisti e politici.

Commento sul migrante morto in aereo

Contattata dai giornalisti di NextQuotidiano la donna ha subito confermato la paternità del commento, affermando tuttavia di essere stata male interpretata e che lei voleva soltanto criticare le misure di sicurezza della compagnia aerea. Secondo la signora infatti, la frase era “Solo una battuta sarcastica per innescare una riflessione sui veri responsabili della morte del bambino”.

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Responsabili che, sempre stando alle parole della donna, sarebbero coloro che hanno detto al bimbo di rifugiarsi nel carrello dell’aereo per effettuare la traversata dalla Costa d’Avorio all’Europa.

La signora infatti, che nella foto profilo su Facebook è paradossalmente raffigurata con in braccio un bambino, sottolinea il concetto secondo cui in un paese straniero si entra chiedendo permesso, malgrado affermi come le pianga il cuore quando sente di notizie del genere: “Non siamo responsabili se qualcuno muore venendo in barca. Siamo responsabili nel senso che non diciamo ai migranti che è pericoloso”.

Le critiche alla pizzeria

A seguito della diffusione mediatica del messaggio, la pizzeria della donna è stata presa d’assalto da centinaia di recensioni negative, dalle quali la signora ha cercato di difendersi con le seguenti parole: “Chiedo scusa a tutti voi mi sono espressa in modo incomprensibile.

Il mio voleva essere una provocazione per ciò che c’è di fondamentale nel nostro sistema di vita, ma non ho avuto il tempo materiale di commentare il post da me messo in rete”.

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