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Archiviate le accuse per Deborah Sciacquatori: “Legittima difesa”

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Accuse archiviate per la 19enne di Monterotondo Scalo. Per il Gip di Tivoli Deborah Sciacquatori ha agito per legittima difesa.

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Accuse archiviate per Deborah Sciacquatori, la 19enne di Monterotondo Scalo che uccise a coltellate il padre per difendere la madre e la nonna. Per il Gip di Tivoli: “Ha agito per legittima difesa“.

Accuse archiviate

Durante l’ennesima notte di violenze Deborah Sciacquatori, di 19 anni, uccide a coltellate il padre nel tentativo di difendere madre e nonna.

Un processo lungo e delicato, dove a seguito di un’accurata ricerca di tutte le informazioni, il Gip di Tivoli ha deciso di esprimersi a favore della ragazza nella giornata di mercoledì 27 maggio, raccogliendo la richiesta di archiviazione da parte della Procura: “Cercò solo di difendere se stessa, la madre e la nonna, da un padre violento Deborah Sciacquatori, la notte del 19 maggio del 2019 a Monterotondo Scalo”. Una storia oscura sotto molti punti di vista, dove a farne le spese erano la ragazza e la madre stessa, quasi cieca, che insieme alla compagna erano spesso lo sfogo del padre 42enne.

Quest’ultimo, disoccupato, tornava tutti i giorni a tarda notte, prendendo a calci porte e muri, tanto da costringere Deborah, spaventata, a dormire ogni notte con un coltello vicino al letto.

La vicenda

“È bene che si sappia cosa accade all’interno delle case.

Abbiamo un epilogo tragico in questo caso, inevitabile. Ma tanti episodi analoghi continuano ad accadere ancora oggi. Spero che avendo offerto il quadro accertato da una procura e da un giudice possa essere un esempio e un monito per evitare che ci siano altri casi come questo, perché ce ne sono tanti analoghi anche in questo momento”, avrebbe dichiarato alle telecamere di Chi l’ha Visto? Francesco Menditto, il procuratore capo di Tivoli.

Che ha poi concluso: “Era più semplice combattere la criminalità organizzata, che non combattere la violenza contro le donne. Le donne in molti casi non riescono a denunciare perché hanno paura per i loro figli. Temono di venire accusate di non aver denunciato presto, di non essere brave mamme, è un meccanismo perverso. Sicuramente le bimbe e i bimbi devono aprire gli occhi, devono aiutare le mamme, devono denunciare, devono chiedere aiuto e riconoscere la violenza.

Abbiamo molti esempi positivi”.


Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.


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Lavinia Nocelli

Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.

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