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Sicurezza sul lavoro: adempimenti e regole da rispettare

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Come si articola e cosa prevede per dipendenti e datori di lavoro il Decreto Legislativo n. 81 del 2008 in materia di sicurezza?

Sicurezza sul lavoro, adempimenti e regole da rispettare

Il riferimento normativo in materia di sicurezza sul lavoro è rappresentato dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008, in cui vengono elencati gli obblighi che devono essere rispettati dalle aziende e dai lavoratori. Ne abbiamo parlato con il team di Sicurya, realtà specializzata nel settore della sicurezza sul lavoro: si tratta di una società fondata nel 2009 con una evidente matrice ingegneristica che si propone come un partner affidabile su cui contare, grazie al vasto bagaglio di competenze specialistiche e alla ricca gamma di soluzioni messe a disposizione.

Chi sono i soggetti interessati dalla sicurezza sul lavoro?

La normativa riguarda sia i lavoratori che i datori di lavoro. Questi ultimi vengono definiti come i titolari del rapporto di lavoro con il lavoratore in quanto esercitano i poteri di spesa e decisionali, avendo la responsabilità di un’unità produttiva o di un’organizzazione, in base all’assetto e alla tipologia dell’organizzazione per la quale il lavoratore presta servizio. Il lavoratore, a sua volta, è identificato come colui che svolge un’attività professionale, per un datore di lavoro che può essere privato o pubblico, a prescindere dalla tipologia contrattuale e dalla presenza o meno di una retribuzione. Ai lavoratori definiti secondo questa modalità vengono equiparati i soci lavoratori di società e di cooperative, mentre non rientrano in tale classificazione gli addetti ai servizi familiari e domestici.

Quali sono gli adempimenti più importanti a cui le aziende sono tenute ad adeguarsi?

Tutte le aziende, anche quelle composte da un dipendente solo, devono redigere il documento di valutazione dei rischi. Esso deve contenere l’indicazione delle misure di protezione e di prevenzione che vengono messe in atto e la segnalazione dei dispositivi di protezione individuali che vengono impiegati una volta che è stata compiuta una valutazione dei rischi per la salute e per la sicurezza nel corso dell’attività di lavoro. I risultati di questa valutazione, a loro volta, vanno specificati in una relazione in cui vanno precisati anche i parametri che sono stati scelti per questa valutazione.

Ci sono altre informazioni obbligatorie in un documento di valutazione dei rischi?

Sì: è necessario specificare quali sono le mansioni che possono esporre a rischi specifici i lavoratori e che presuppongono una formazione appropriata, un addestramento adeguato, una specifica esperienza e una riconosciuta capacità professionale. Nel documento deve essere indicato il nome del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, così come vanno segnalati il nome del medico competente che ha preso parte alla valutazione del rischio e quello del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Infine, è necessario identificare le procedure scelte per l’applicazione delle misure che devono essere realizzate.

Chi è, invece, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali?

A questo soggetto spettano diversi compiti: per esempio l’elaborazione delle procedure di sicurezza per le diverse attività aziendali, delle misure protettive e preventive e dei sistemi di controllo di queste misure. Egli, inoltre, è tenuto a dare ai lavoratori tutte le informazioni che riguardano le misure protettive e preventive e i rischi da cui esse dovrebbero tutelare. Ancora, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali deve prendere parte alle consultazioni relative alla tutela della sicurezza e della salute sul posto di lavoro e deve individuare i fattori di rischio, tenendo conto della normativa in vigore in funzione della conoscenza specifica dell’azienda. Lo stesso dicasi per la valutazione dei rischi e per l’indicazione delle misure per la salubrità e per la sicurezza degli ambienti di lavoro.

Gli addetti al primo soccorso come vengono formati?

Secondo il Decreto Legislativo n. 81 del 2008 il datore di lavoro non ha solo il compito di designare gli addetti al primo soccorso e di provvedere alla loro formazione, ma è tenuto anche a predisporre un piano e un protocollo finalizzato alla gestione delle emergenze sanitarie, in modo che possano trovare applicazione le diverse misure che occorrono per l’organizzazione del servizio. Questo incarico può anche essere assunto direttamente dal datore di lavoro. Ciò però non vuol dire che egli svolge tali compiti da solo né che è esonerato dal rispettare gli specifici obblighi previsti dall’articolo 18 dovendo garantire la presenza costante di tali addetti e del servizio. Ovviamente è necessario che egli segua un apposito corso di formazione, la cui durata varia in base alla classificazione dell’azienda. Per le aziende del gruppo B e del gruppo C la durata è di 12 ore, mentre per le aziende del gruppo A è di 16 ore. Una volta ogni 3 anni, poi, deve essere seguito un corso di aggiornamento.

Come si articola il decreto legislativo a cui abbiamo fatto riferimento fino a questo momento?

Il decreto è conosciuto anche con il nome di Testo unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, proprio perché serve a regolamentare questi aspetti. Entrato in vigore nel mese di maggio del 2008, si compone di 306 articoli a cui vanno aggiunti 51 allegati. Gli articoli compresi tra l’1 e il 61 rientrano nel titolo I, e riguardano i principi comuni: contengono le disposizioni generali e le disposizioni penali, oltre a fornire riferimenti sulla gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro e sul sistema istituzionale. Il Titolo II, invece, è costituito dagli articoli che vanno dal 62 al 68, e include le disposizioni generali sui luoghi di lavoro con l’indicazione delle eventuali sanzioni.

Quanti sono i titoli nel complesso?

In tutto sono 13. Il Titolo III riguarda l’utilizzo delle attrezzature di lavoro, degli impianti elettrici e dei dispositivi di protezione individuale. Il Titolo IV si concentra sulle norme per la prevenzione degli infortuni nei lavori in quota e nelle costruzioni, con le misure per la sicurezza nei cantieri mobili e temporanei. Il Titolo V si concentra sulla segnaletica. Il Titolo VI riguarda le disposizioni generali sulla movimentazione manuale dei carichi. Il Titolo VII parla delle attrezzature dotate di videoterminali e degli obblighi correlati per i dirigenti e i datori di lavoro. Il Titolo VIII si focalizza sulla protezione dei lavoratori rispetto ai rischi di esposizione alle vibrazioni, al rumore, alle radiazioni ottiche e ai campi elettromagnetici. Il Titolo IX riguarda la protezione dagli agenti mutageni, dagli agenti cancerogeni, dagli agenti chimici e in generale dalle sostanze pericolose. Il Titolo X riguarda l’esposizione agli agenti biologici. Il Titolo XI è dedicato alla protezione dalle atmosfere esplosive. Il Titolo XII contiene le disposizioni in materia penale. Il Titolo XIII, in conclusione, comprende le disposizioni finali.

Quali altre informazioni preziose sono contenute nel Testo unico?

Il decreto segnala anche gli obblighi che devono essere rispettati per la designazione e la formazione della squadra anti-incendio. Anche in questo caso, tale incarico può essere svolto direttamente anche dal datore di lavoro a condizione che venga seguito un apposito corso di formazione. Questo ha una durata variabile a seconda del rischio di incendio che caratterizza la sede di lavoro, classificato in alto, medio o basso. La squadra antincendio è tenuta a mettere in atto le diverse misure di prevenzione necessarie ma anche prendere le decisioni indispensabili in condizioni di emergenza causate da incendi, come l’evacuazione dei lavoratori. Infine, nel decreto si fa riferimento alla designazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, la cui designazione deve essere resa nota all’Inail. Il soggetto che viene eletto in questo ruolo è tenuto a seguire un corso di formazione che dura 32 ore.

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