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Vaccino anti coronavirus: l’Italia ha un piano di distribuzione?

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L'Italia si avvia a preparare un piano di distribuzione del vaccino anti coronavirus: quali saranno le fasce prioritarie e chi lo somministrerà?

Vaccino anti coronavirus distribuzione

L’azienda farmaceutica Pfizer ha annunciato l’efficacia al 90% del proprio vaccino anti coronavirus accendendo le speranze sull’arrivo dell’antidoto in tempi brevi: come avverrà la distribuzione? L’Italia ha già pronto un piano?

Vaccino anti coronavirus: la distribuzione in Italia

Una volta che uno o più vaccini hanno ottenuto il via libera, ogni paese deve organizzare un piano per distribuire le dosi dapprima individuando le fasce di popolazione da sottoporre a profilassi in via prioritaria e una rete di centri per la somministrazione. Come annunciato più volte, i primi a riceverlo in Italia saranno gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, gli anziani e le persone a rischio.

Il comitato etico tedesco ha aggiunto alla lista anche i Vigili del Fuoco e gli insegnanti.

Un altro problema legato alla specifica distribuzione del vaccino della Pfizer deriva dal fatto che deve essere conservato a 80 gradi sotto zero. Nel nostro paese gli unici due aeroporti certificati per ricevere farmaci sono Fiumicino e Malpensa ma non hanno frigo a così basse temperature. Chi di dovere dovrà quindi provvedere a intensificare la catena del freddo per garantire la corretta conservazione del farmaco da quando esce dal sito produttivo a viene somministrato.

Per evitare il ripetersi di lunghe file come accaduto per i tamponi, alcuni esperti stanno inoltre consigliando al governo di ampliare la fascia di operatori addetti alla somministrazione. Una delle ipotesi al vaglio sarebbe quella di estendere ai farmacisti la possibilità di effettuare il vaccino. Ma anche di chiedere aiuto all’Esercito.

1,7 milioni di dosi a gennaio

Per evitare che l’Italia si trovi impreparata a fine ottobre si sarebbe svolta una riunione tra i vertici di Pfizer e il ministro Speranza.

L’obiettivo è stato quello di pianificare tutti i dettagli per poter avviare la somministrazione dei 3,4 milioni di dosi in arrivo a partire dalla metà di gennaio 2021. Se tutto andrà come previsto già dal 20 si potrebbe infatti iniziare ad immunizzare 1,7 milioni di operatori sanitari e ospiti delle residenze per anziani. Una cifra dimezzata rispetto alle dosi disponibili in quanto il vaccino richiede un secondo richiamo.

Per il momento l’Europa ha stretto contratti con diverse altre farmaceutiche oltre alla Pfizer: tra queste Sanofi-GSK, Janssen (una delle industrie di Johnson & Johnson), Cure Vac, Moderna e AstraZeneca.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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ew131 merda di mafia berlusconista molesta vicchy
10 Novembre 2020 13:06

dx camion blu ore 11.29 cell molesti industria


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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