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TikTok, il padre della bimba morta a Palermo: ‘Il web era il suo mondo’

Il padre della bimba morta a Palermo a causa di una sfida di resistenza lanciata su TikTok ha scelto di commentare la tragica morte della figlia.

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Proseguono le indagini sulla tragica morte avvenuta per soffocamento di Antonella Sicomero, la bambina di 10 anni deceduta a Palermo in seguito a una macabra sfida di resistenza, la Blackout Challenge, diffusa sul social network cinese TikTok, lanciato nel 2016.

Tuttavia, mentre gli inquirenti stanno effettuando le dovute verifiche sui dispositivi elettronici della piccola e il Garante della Privacy ha recentemente disposto il blocco dei dati agli utenti TikTok che non hanno confermato la propria età, sulla drammatica vicenda da deciso di esprimersi il padre della giovane vittima.

La testimonianza del padre della bimba morta a Palermo

Angelo Sicomero, papà del giovane Antonella, ha ribadito la sua convinzione circa la responsabilità del social TikTok rispetto alla prova di resistenza che ha provocato la morte della bambina.

A questo proposito, l’uomo ha dichiarato: «TikTok era il suo mondo. E YouTube. Sempre lì stava. Controllarli quando sono su internet? Sì, ma se c’è la fiducia, se c’è il dialogo che avevo con mia figlia, non ti metti a controllare».

Sulla scelta di donare gli organi della piccola, invece, Angelo Sicomero ha spiegato: «Abbiamo scelto di dire sì perché nostra figlia avrebbe detto ‘sì, fatelo’. Era una bambina generosa e, visto che non potevamo averla più con noi, abbiamo ritenuto giusto aiutare altri bambini.

Tre bambini vivranno grazie a lei e lei rivivrà in loro».

Rispetto al ritrovamento della bimba di 10 anni priva di sensi, infine, uno zio di Antonella ha raccontato: «Ho cercato di rianimarla ma il 118 non rispondeva. Allora siamo corsi in auto all’ospedale. Antonella era brava, allegra, dedicata. Le piaceva truccarsi, faceva la vanitosa come può fare una bambina, guardava i tutoria di trucco, ballava».

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