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Rosina Carsetti, uccisa dalla famiglia: “Ci costi 5mila euro l’anno”

Secondo le ipotesi, la figlia e il nipote consideravano Rosina Carsetti un peso, fino a decidere di eliminarla.

Rosina Carsetti
Rosina Carsetti

Secondo le ipotesi della procura, Arianna Orazi e il figlio Enea Simonetti avrebbero deciso di liberarsi di Rosina Carsetti, 78 anni, rispettivamente mamma e nonna dei due carnefici, perché la consideravano un peso. Questo è ciò che emerge dalle intercettazioni raccolte dagli inquirenti.

Rosina uccisa in famiglia

Ci costi cinquemila euro l’anno” è una delle intercettazioni scioccanti raccolte dagli inquirenti nell’ambito delle indagini per il delitto di Rosina Carsetti, uccisa in casa la sera della vigilia di Natale a Montecassiano, in provincia di Macerata. I due carnefici avevano scoperto che Rosina aveva contattato un centro antiviolenza per chiedere aiuto e avevano deciso di agire. Il piano è stato maturato nel tempo, dopo una serie di terribili maltrattamenti.

L’avevano costretta a cedere metà della casa, l’avevano privata del denaro e della possibilità di muoversi e comunicare liberamente con gli altri. Chi conosceva la donna ha confermato che stava vivendo un vero e proprio incubo domestico nella sua abitazione. Un incubo iniziato dopo il divorzio della figlia Arianna, che è tornata a vivere nella villetta insieme al figlio Enea, colui che secondo le ricostruzioni delle indagini avrebbe massacrato la nonna, per poi inscenare una rapina.

A creare il piano e dare ordini, però, è stata la figlia Arianna Orazi. A dimostrare la sua totale colpevolezza ci sono delle intercettazioni scioccanti raccolte dagli investigatori. “Non puoi dirgli che si è trattato di un incidente, uno strozzamento non si può far passare per incidente…” ha dichiarato la donna, il giorno in cui Enea ha iniziato a crollare davanti agli inquirenti, ammettendo che si sarebbe trattato di “un incidente” e non di una rapina, come avevano inizialmente raccontato.

Nessuno in quei giorni sapeva ancora che l’anziana era morta per asfissia, né che era stata letteralmente massacrata da un soggetto con la stessa corporatura del nipote. La donna presentava 14 costole rotte. Avevano inizialmente creduto che la responsabilità sarebbe potuta ricadere sull’anziano padre e nonno, Enrico Orazi, marito di Rosina, che era stato definito “nonno Enrichetto, l’anello debole della vicenda“. L’omicidio della donna è stato premeditato e a provarlo ci sarebbe anche una chat tra madre e figlio risalente al 16 dicembre, in cui la donna invitava il figlio a tornare a casa per iniziare a studiare il piano.

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