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Lazio, mascherine e camici cinesi non certificati: tre arresti

È in corso l'operazione della Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisto di mascherine e camici cinesi non certificati nel Lazio.

Mascherine
Mascherine

Le indagini della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sulle mascherine cinesi acquistate nella prima fase dell’emergenza Covid continuano senza sosta. Sono tre le ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma.

Tre arresti in Lazio

Tre ordinanze di custodia cautelare sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, un richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti Andelko Aleksic, Vittorio Farina e Domenico Romeo. I tre sono stati indagati per frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata. Aleksic e Farina sono indagati anche per traffico di influenze illecite. Secondo quanto riportato da Repubblica, il centro dell’inchiesta è la fornitura di 5 milioni di mascherine FFP2 e 430.000 camici da parte della European Network Tlc durante la prima fase dell’emergenza Covid, per un prezzo complessivo di 22 milioni di euro.

Alla stessa società sono stati effettuati dei sequestri relativi al profitto dei reati contestati per un importo di quasi 22 milioni di euro. Non sono mai stati forniti i certificati di idoneità richiesti all’impresa milanese di Aleksic. L’azienda ha prodotto documenti rilasciati da enti non riconosciuti, per poi passare direttamente a falsi certificati di idoneità. Una settimana fa sono state eseguite cinque misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto anche l’ex commissario straordinario Domenico Arcuri.

Edisson Jorge San Andrea Solis, della Guernica Srl, è finito ai domiciliari, mentre sono state disposte misure interdittive del divieto temporaneo dell’esercizio di attività d’impresa e di ricoprire incarichi o uffici direttivi in persone giuridiche/imprese nei confronti di Mario Benotti, giornalista Rai e presidente del consorzio Optel e di Microproducts It. Stessa cosa per l’ad della stessa società, Daniela Rossana Guarnieri, per il titolare della Sunsky Srl, Vincenzo Tommasi e per Khouzam Georges Fares. Secondo gli inquirenti il gruppo è responsabile del reato di traffico di influenze illecite, di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai pm Fabrizio Tucci e Gennaro Varone, ha svelato un giro di maxiscommesse da 72 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine provenienti da tre consorzi diversi cinesi. Benotti avrebbe contattato il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, in nome della loro vecchia amicizia, per influenzare gli acquisti dei dispostivi da parte della struttura del commissario. Negli acquisti hanno avuto un ruolo importante da intermediari alcune imprese italiane, tra cui la Sunsky, la Microproducts e la Guernica. Questo affare avrebbe fruttato loro circa un miliardo e 250 milioni di euro.

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