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Napoli, femminicidio Ornella Pinto: la telefonata alla sorella prima di morire

Poco prima di morire per mano della furia omicida del suo compagno, Ornella Pinto è riuscita a fare una telefonata alla sorella per chiedere aiuto.

Femminicidio

Proseguono le indagini relative all’ennesimo caso di violenza sulle donne consumatosi nel Napoletano nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 marzo. A questo proposito, gli inquirenti stanno raccogliendo nuovi elementi che potrebbero chiarire le dinamiche alla base della drammatica uccisione di Ornella Pinto, tragedia che ha profondamente sconvolto parenti, amici e vicini della donna.

Ornella Pinto, la telefonata alla sorella prima di morire

Le forze dell’ordine stanno indagando sul brutale assassinio di Ornella Pinto, insegnante di sostegno napoletana e madre di un bambino di soli quattro anni.

A proposito dell’aggressione, sono state rese note le ultime azioni compiute dalla vittima, poco prima di perdere definitivamente i sensi e la vita.

Mentre il suo compagno Pinotto Iacomino le straziava il corpo a colpi di pugnalate, Ornella Pinto è riuscita a telefonarealla sorella.

Durante la telefonata, la donna ha allertato la sorella, implorando aiuto con voce flebile e rotta dal dolore: «Mi sta ammazzando. Chiama la polizia, salvami».

Le parole della donna hanno terrorizzato la familiare che si è prontamente attivata contattando i carabinieri e i soccorritori del 118, per poi precipitarsi a casa della vittima.

Trasferita sull’ambulanza, Ornella Pinto ha avuto un primo arresto cardiaco mentre il mezzo si dirigeva verso il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

Una volta giunta presso la struttura sanitaria, la donna è stata portata in codice rosso in sala operatoria, dove ha avuto altri due arresti cardiaci: l’ultimo dei quali le è stato fatale.

I medici che hanno tentato di soccorrere e salvare l’ennesima vittima di femminicidio hanno spiegato che la paziente aveva schiena e torace dilaniati da numerose pugnalate inferte con un coltello di importanti dimensioni, affini a quelli usati in cucina. I colpi avevano provocato la perforazione di un polmone e avevano causato l’originarsi di una copiosa emorragia.

Femminicidio a Napoli, il movente di Pinotto Iacomino

Intanto, mentre Ornella Pinto lottava disperatamente tra la vita e la morte, Pinotto Iacomino si era dato alla fuga subito dopo aver consumato la sua furia omicida. Lasciando la compagna riversa nel proprio sangue, l’uomo è salito a bordo della sua auto, senza meta ma perseguendo un unico obiettivo: scappare.

Il carnefice, infatti, ha imboccato l’autostrada guidando fino alla città umbra di Terni e, solo a questo punto, ha deciso di fermarsi e di confessare il proprio crimine, varcando la soglia della Caserma dei Carabinieri di Montegabbione.

Recatosi al cospetto dei carabinieri, l’uomo ha dichiarato di aver accoltellato la compagna, in un primo momento ignorando di averne provocato la morte. La medesima ammissione di colpe è stata, poi, ripetuta e confermata anche in presenza del pm.

Inizialmente, l’aggressore non ha spiegato quali siamo state le motivazioni che lo hanno indotto a compiere un simile efferato gesto. Successivamente, però, l’uomo ha spiegato che la coppia si era separata da ormai un anno, dopo sei anni di convivenza.

Gli inquirenti, che hanno verificato le affermazioni del carnefice, hanno scoperto che, in realtà, Ornella Pinto e Pinotto Iacomino avevano smesso di vivere insieme soltanto da poche settimane, ovvero da quando la donna aveva deciso di chiudere in via definitiva la relazione con il 43enne.

A questo punto, Iacomino ha lasciato l’appartamento in via Cavolino che condivideva con la compagna e con il figlio per trascorrere del tempo a Terni, ospite di alcuni parenti. In questo frangente, l’uomo avrebbe dovuto riflettere sui motivi che avevano reso indispensabile e necessaria la separazione e trovare un modo per gestire e metabolizzare la situazione. Lontananza e riflessione, però, non hanno fatto altro accrescere sentimenti come odio, rabbia e rancore che si sono, poi, tradotti in un furioso e ardente desiderio di vendetta.

Vestendo, quindi, contemporaneamente i panni della vittima e del giustiziere, Pinotto Iacomino ha punito Ornella Pinto, facendole pagare con la vita la decisione – considerata ingiusta – presa nei confronti della loro relazione e della loro famiglia.

Al momento, l’ex-compagno della vittima si trova presso il carcere di Terni e attende di essere trasferito a Napoli.

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