Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto Lavoro, un pacchetto di misure varato in vista del Primo Maggio e dedicato a salario, occupazione e contrasto al lavoro irregolare. Il provvedimento introduce incentivi legati alla stabilizzazione dei contratti, nuove regole sul cosiddetto “salario giusto” e interventi contro lo sfruttamento nel lavoro digitale, inserendosi nella strategia economica del governo per rafforzare l’occupazione stabile e ridurre la precarietà.
Decreto Lavoro, c’è il via libera del CdM: approvazione e criteri di accesso agli incentivi
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto Lavoro, approvato in prossimità del Primo Maggio e orientato a interventi su salario, occupazione e contrasto alle forme di sfruttamento digitale. Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di politica economica e riguarda circa 4 milioni di lavoratori del settore privato, con uno stanziamento che si avvicina al miliardo di euro destinato al rinnovo degli incentivi occupazionali.
Nel corso della conferenza stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato: “Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione”. Il fulcro della misura è il principio del “salario giusto”, inteso come trattamento economico complessivo del lavoratore, comprensivo non solo della retribuzione oraria ma di tutte le componenti contrattuali.
In questa direzione si inserisce una condizione precisa: l’accesso agli incentivi pubblici è subordinato al rispetto di tale criterio da parte delle imprese. Il governo ha inoltre stabilito che “chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici”, rafforzando l’obiettivo di promuovere una contrattazione collettiva più trasparente e di qualità. Tra le misure contenute figura anche il contrasto al cosiddetto caporalato digitale, fenomeno che riguarda soprattutto i lavoratori delle piattaforme, come i rider, per i quali vengono introdotte nuove tutele normative.
Decreto Lavoro: interventi su occupazione, stabilizzazioni e strumenti previdenziali
Il decreto introduce anche misure specifiche per favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, con particolare attenzione ai giovani under 35 mai assunti a tempo indeterminato. Per le imprese che trasformano contratti a termine in rapporti stabili è previsto un esonero contributivo del 100% fino a 24 mesi, con un limite massimo di 500 euro mensili, applicabile alle trasformazioni effettuate in una finestra temporale definita e legata all’aumento netto dell’occupazione. Accanto a questo intervento, viene prorogata fino al 2029 la possibilità di ricorrere all’isopensione, lo strumento che consente alle aziende con almeno 15 dipendenti di accompagnare i lavoratori all’uscita anticipata fino a sette anni in caso di eccedenze di personale. Restano invece fuori dal testo definitivo alcune misure inizialmente previste, tra cui interventi aggiuntivi su formazione e sicurezza sul lavoro e il rifinanziamento del Fondo nuove competenze.
Sul piano delle politiche del lavoro, il governo rivendica la stabilizzazione del taglio del cuneo contributivo, reso strutturale e portato a 7 punti percentuali, con un beneficio stimato di circa mille euro annui per i redditi intorno ai 32mila euro. Parallelamente, la riforma dell’Irpef viene indicata come un ulteriore sostegno ai redditi medi, con un vantaggio stimato di circa 400 euro per chi guadagna 35mila euro lordi annui. Nel quadro generale delle politiche economiche, la premier ha dichiarato: “Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati, il tasso di occupazione femminile mai così alto, la disoccupazione sia giovanile che in generale ai minimi da sempre”. Ha inoltre sottolineato che “oggi più di ieri l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, evidenziando la crescita dell’occupazione stabile e la riduzione della precarietà, con “quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550mila precari in meno”.
Decreto Lavoro: prospettive future e ulteriori misure economiche
Il governo ha inoltre annunciato ulteriori interventi in arrivo nelle prossime settimane. Tra questi figura il cosiddetto “Piano casa”, che secondo quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio sarà varato “entro la fine di questa settimana”. In parallelo, è in valutazione una possibile proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 1° maggio, con l’ipotesi di un intervento differenziato tra benzina e gasolio per evitare squilibri nei prezzi e garantire un impatto più equilibrato sull’economia reale.