In un’epoca in cui la tecnologia ha rivoluzionato ogni aspetto della nostra vita, anche la politica locale ha adottato nuove modalità di partecipazione. A Bari, i consiglieri del Municipio 1 hanno dimostrato come sia possibile conciliare impegni istituzionali e vacanze estive, grazie alla possibilità di partecipare alle sedute da remoto.
La democrazia a distanza ha preso vita in modo inaspettato, con consiglieri collegati da spiagge, auto e case vacanze.
Una pratica che, se da un lato semplifica la partecipazione, dall’altro solleva interrogativi sull’etichetta e la professionalità in ambito politico.
Sedute da remoto: la nuova normalità
Da quando il Comune di Bari ha introdotto la possibilità di partecipare alle sedute da remoto, i consiglieri hanno potuto godere di una maggiore flessibilità.
Questa opzione è diventata particolarmente utile durante l’estate, quando le vacanze potrebbero ostacolare la partecipazione ai lavori istituzionali. Basta un smartphone e una connessione internet per non perdere neanche una seduta, e per assicurarsi il gettone di presenza.
Esempi di partecipazione da località vacanziere
Tra i vari esempi di partecipazione da remoto, spiccano alcuni casi particolari.
Il vice presidente municipale Nicola Battista (Pd) si è collegato senza maglietta da una località ignota, mentre il consigliere Fabrizio Luisi (Decaro per Bari) ha partecipato mentre era al volante della sua auto, con cuffiette e cintura di sicurezza ben in mostra. Non mancano nemmeno coloro che, tra un ordine del giorno e l’altro, non rinunciano alla tintarella, come Rosaria Impedovo (Fratelli d’Italia), collegata tra gli ombrelloni di Rosa Marina.
L’aspetto economico dei gettoni di presenza
Oltre agli aspetti pratici e logistici, la partecipazione da remoto ha anche un impatto economico. Ogni commissione porta nelle tasche di ciascun consigliere municipale un gettone di presenza da 36,49 euro lordi. Calcolatrice alla mano, il monte presenze mensili può raggiungere i 1345,50 euro lordi, somme che arrivano anche dalle tasche dei contribuenti.
Dimenticatevi l’iconica foto di Aldo Moro in giacca e cravatta in spiaggia. La democrazia a distanza, com’è stata ribattezzata, oggi funziona così. Perché per votare e decidere le sorti della propria città non occorre necessariamente sedersi alla scrivania della specifica stanza dei bottoni: è sufficiente aprire la fotocamera del telefono, rispondere presente all’appello e il gioco è fatto. E pazienza se la location è un po’ fuori dal comune o se persino l’abbigliamento è poco, o per nulla, consono agli ambiti della politica. L’importante, come ricorda il vecchio adagio olimpico, è partecipare.
