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Morte di Agostino Conigliaro: indagini della Procura di Lodi

Morte di Agostino Conigliaro: indagini della Procura di Lodi

Un uomo di 39 anni perde la vita per un malore durante il fermo dei carabinieri a Lodi, sollevando dubbi sulla dinamica dell’intervento.

Durante la notte tra sabato e domenica, nella zona residenziale di via Vittime della Violenza, gli abitanti di Lodi sono stati scossi da urla insolite provenienti da una figura alta circa due metri, aggrappata al muro di cinta di una villetta. L’uomo, identificato come Agostino Conigliaro mostrava segni evidenti di agitazione, gridando frasi sconnesse mentre tentava di salire su un’impalcatura o un muretto adiacente.

Intorno alle 4.25 del mattino, diversi residenti hanno attivato il numero unico di emergenza 112 denunciando la presenza di una persona in stato di alterazione e, in alcune segnalazioni, anche un tentativo di furto. Le chiamate, raccolte dalla centrale operativa, hanno portato all’intervento di una pattuglia dei carabinieri, pronti a gestire la situazione di potenziale pericolo pubblico.

Intervento dei carabinieri nella notte del 11 ottobre

All’incirca alle 4.30, le forze dell’ordine sono arrivate sul posto. I militari hanno trovato il 39enne appeso al muro di cinta, intento a salire su una struttura di sostegno. Secondo le testimonianze, il soggetto si era già trovata in stato di agitazione in precedenti occasioni, motivo per cui era già noto alle autorità.

Per evitare una caduta pericolosa, i carabinieri hanno proceduto a sostenerlo, facendolo scendere in maniera controllata e successivamente lo hanno immobilizzato per impedire ulteriori movimenti rischiosi.

Le manovre di contenimento e il primo soccorso

Nel giro di pochi minuti, è stata accosta una volante della Polizia di Stato equipaggiata con un defibrillatore semiautomatico (DAE). Mentre i carabinieri tenevano fermo l’uomo, i poliziotti hanno avviato le procedure di rianimazione non appena Conigliaro ha mostrato segni di perdita di coscienza, probabilmente a causa di un arresto cardiocircolatorio. Nonostante i tentativi, l’apparecchiatura non è riuscita a ripristinare un ritmo cardiaco efficace.

Vicende successive: ricovero, decesso e indagini

L’individuo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Lodi, dove è stato ricoverato in condizioni critiche. Dopo circa 30-36 ore di assistenza intensiva, il 39enne è deceduto nella mattinata del lunedì 12 ottobre. La Procura di Lodi ha subito disposto l’autopsia per determinare con precisione le cause del decesso e ha avviato la raccolta di testimonianze sia dei carabinieri intervenuti sia dei civili presenti sul luogo.

Le indagini stanno inoltre analizzando le registrazioni delle chiamate al 112 e gli eventuali filmati di sorveglianza presenti nella zona, al fine di ricostruire il susseguirsi degli eventi dalla prima segnalazione fino al tragico epilogo. Resta aperta la questione se il malore sia stato scatenato dalle cadute dall’impalcatura, dallo stress dell’intervento o da fattori preesistenti non ancora noti.

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