Il caso dei docenti picchiati nei pressi di un istituto tecnico di Parma ha suscitato forte attenzione, dopo che un confronto tra insegnanti e studenti è degenerato in una violenta lite ripresa in un video diffuso sui social. L’episodio è ora oggetto di indagine da parte della magistratura minorile, con versioni contrastanti e accertamenti in corso per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Docenti picchiati al parco, tre studenti indagati e perquisiti: le accuse
Tre studenti di 17, 16 e 15 anni, come riportato da SkyTg24, risultano coinvolti nell’episodio avvenuto nei pressi di un istituto tecnico di Parma, dove una lite con alcuni docenti è degenerata in uno scontro ripreso da un video poi diffuso sui social e diventato virale.
Anche in assenza di una denuncia formale da parte di uno degli insegnanti, la Procura per i minorenni di Bologna pare abbia comunque avviato il procedimento, disponendo accertamenti e perquisizioni domiciliari.
I tre ragazzi sarebbero indagati, a diverso titolo, per violenza o minacce aggravate contro personale scolastico nell’esercizio delle funzioni. Per il minore di 15 anni l’accusa sarebbe più grave: gli verrebbe contestata anche lesione aggravata per aver colpito un docente al torace con una cintura e una fibbia metallica.
Nel corso delle indagini, la polizia pare abbia effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei giovani sequestrando telefoni cellulari e gli abiti indossati il giorno dei fatti. A ciascuno dei tre sarebbe stata inoltre applicata una sospensione scolastica di trenta giorni.
L’episodio sarebbe nato dopo che uno studente avrebbe scagliato una lattina contro un’auto parcheggiata, provocando il richiamo dei professori. Nel primo video non emergerebbero feriti tra i presenti, mentre uno dei docenti avrebbe dichiarato di non considerare l’accaduto una vera aggressione e di non voler procedere con denuncia.
Docenti picchiati al parco, tre studenti indagati e perquisiti: ricostruzioni difensive e contrasti tra le parti
Come riportato da Sky Tg24, sul fronte difensivo emergono ulteriori elementi: l’avvocata del 17enne ha depositato un secondo filmato che mostrerebbe momenti precedenti allo scontro, ritenuti utili a una ricostruzione più completa dei fatti. Secondo la legale, il materiale video potrebbe offrire una diversa chiave di lettura dell’intera vicenda, oggetto di valutazione sia da parte della magistratura minorile sia degli inquirenti coinvolti nelle denunce presentate dalle famiglie.
Parallelamente, la famiglia dello stesso ragazzo pare abbia presentato una querela nei confronti dei professori coinvolti. Anche la difesa del 16enne sostiene l’assenza di profili penalmente rilevanti nella condotta del proprio assistito e punta a chiarire la dinamica dell’episodio, in cui lo studente appare trattenuto a terra da un insegnante.
Le posizioni restano contrastanti e non si esclude che anche gli altri studenti possano presentare ulteriori denunce. Intanto, il caso ha attirato l’attenzione pubblica e istituzionale: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha criticato la vicenda, mentre prosegue il confronto tra versioni divergenti e nuovi elementi probatori, tra cui i video acquisiti dalla difesa.