Il valico del Brennero è tornato al centro dell’attenzione per un blocco totale della circolazione legato a una manifestazione ambientalista sul versante austriaco. La chiusura simultanea delle principali arterie stradali e i pesanti disagi alla rete ferroviaria hanno interrotto uno dei corridoi logistici più importanti tra Italia e Germania, proprio in un periodo di intenso traffico turistico e commerciale.
La situazione evidenzia ancora una volta la fragilità di un nodo strategico della mobilità alpina europea.
Rischio caos al Brennero per protesta ambientalista: blocco totale del valico, cosa fare
Alle 10.30 è scattata la chiusura totale del valico del Brennero a seguito di una manifestazione ambientalista organizzata sul versante tirolese, che ha imposto lo stop al transito fino alle 20 anche sulle arterie secondarie.
Il provvedimento ha interessato il tratto dell’Passo del Brennero, con la chiusura dell’autostrada A13 e della statale B182 in territorio austriaco a partire dal confine, mentre in Italia l’A22 è stata interdetta in direzione nord dal casello di Vipiteno per tutti i veicoli. Già nelle ore precedenti si registravano code fino a 14 chilometri sull’autostrada, complice il traffico del ponte del 2 giugno e il rientro dei turisti tedeschi dopo la Pentecoste.
Le autorità hanno introdotto misure straordinarie anche per i mezzi pesanti: divieto di circolazione in Italia per gli autocarri oltre le 7,5 tonnellate fino alle 20 circa, deviazioni obbligatorie e limitazioni estese anche in val Pusteria e val Venosta, utilizzate come percorsi alternativi. A Verona è stato attivato un “piano neve” per la gestione dei flussi tra A22 e A4, con lo stazionamento dei camion in aree come il Bentegodi, la Fiera e il Quadrante Europa-Veronamercato.
Per i turisti sul Garda diretti a nord, le autorità hanno consigliato di rinviare la partenza o posticiparla al pomeriggio, per ridurre la pressione sulla rete. Resta invece percorribile la deviazione verso Tarvisio e Salisburgo.
Rischio caos al Brennero per protesta ambientalista: disagi ferroviari, reazioni e quadro economico
Parallelamente al blocco stradale, la rete ferroviaria è stata duramente colpita da un episodio ritenuto doloso: tra Peri e Dolcè, lungo la linea Verona Porta Nuova-Brennero, ignoti hanno incendiato centraline elettriche, causando forti rallentamenti e ritardi fino a 60–100 minuti per Alta Velocità, Intercity e Regionali. L’intervento dei vigili del fuoco e della Polizia ferroviaria ha permesso di mettere in sicurezza l’area, mentre la Polizia scientifica ha rinvenuto un accendino e altri elementi compatibili con l’origine dolosa.
Sul piano locale, le condizioni del traffico sono rimaste relativamente ordinate grazie alle partenze anticipate o posticipate degli automobilisti. La Polizia stradale di Bolzano ha descritto una situazione di “estrema tranquillità”, osservando che la maggior parte degli utenti ha evitato l’area del Brennero. In Austria, il sindaco di Gries am Brenner Karl Mühlsteiger ha spiegato: “Vogliamo mandare un messaggio a Bruxelles e al governo federale di Vienna, dicendo loro che le cose non possono e non devono assolutamente continuare così, con questo traffico in costante aumento”, aggiungendo che “la popolazione ne ha abbastanza, è diventato insopportabile”. Ha inoltre indicato che il traffico annuale ha raggiunto 14,4 milioni di transiti e ha lasciato aperta la possibilità di nuove proteste.
Critiche sono arrivate anche dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, secondo cui: “Il Brennero non è solo un passo, ma il cuore del corridoio alpino europeo: bloccarlo significa creare gravi disagi per imprese e automobilisti, sia in autostrada sia sulle strade provinciali. Pur garantendo il diritto a manifestare ed esprimere la propria opinione, le modalità di questa protesta sono inaccettabili”. Sul fronte europeo, il tema resta controverso: l’Austria è da anni in conflitto con la Commissione UE per i limiti al transito dei mezzi pesanti, mentre la Corte di giustizia UE nel 2023 aveva sospeso un divieto austriaco sul traffico camionistico.
Secondo Vcö, i camion in transito sul Brennero sono oltre 2,4 milioni l’anno, contro gli 860.000 dei valichi svizzeri e i 900.000 del 1991. Uniontrasporti stima invece un impatto economico pari a 370 milioni di euro annui (1,8 miliardi nell’ultimo quinquennio), attribuendo la perdita a una capacità ridotta del 50% lungo l’asse alpino e avvertendo che le restrizioni possono paradossalmente aumentare congestione, inquinamento e rischi di incidenti.