La morte del 17enne avvenuta a Lecce ha aperto numerosi interrogativi sulla reale dinamica dell’accaduto. Il ragazzo si sarebbe sparato alla testa con una pistola trovata in casa, in circostanze ancora da chiarire. Quello che inizialmente sembrava un tragico incidente domestico viene ora analizzato dagli investigatori tra l’ipotesi di un gioco finito male, un gesto volontario o altre eventuali responsabilità.
Dramma a Lecce, non si accorge che la pistola è carica: 17enne si spara alla testa
Stando alle indiscrezioni dell‘Adnkronos, a Lecce un ragazzo di 17 anni, di origine bulgara, ha perso la vita dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile partito da una pistola trovata nell’abitazione in cui viveva.
L’episodio sarebbe avvenuto nella serata di domenica 19 aprile, in un appartamento di via Quinto Mario Corrado, dove il giovane abitava insieme al fratello e dove, al momento dei fatti, sarebbe stato presente anche un amico. Secondo la ricostruzione ritenuta al momento più plausibile dagli investigatori della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, il ragazzo avrebbe maneggiato l’arma come fosse un gioco, senza rendersi conto che fosse ancora presente un colpo in canna.
Il caricatore sarebbe infatti risultato vuoto, circostanza che avrebbe fatto pensare ai tre giovani che la pistola fosse scarica.
La pistola, una calibro 7,65 detenuta regolarmente, sarebbe appartenuta dal compagno della madre del ragazzo, un uomo di 80 anni con cui i fratelli vivrebbero dopo la morte della donna. Il 17enne si sarebbe puntato l’arma alla tempia e avrebbe premuto il grilletto, provocando il colpo fatale. Trasportato d’urgenza in ospedale, è deceduto poche ore dopo il ricovero a causa della grave ferita riportata.
17enne si spara alla testa: indagini ancora aperte e accertamenti in corso
Nonostante l’ipotesi dell’incidente domestico sia al momento quella considerata più probabile, gli inquirenti non escludono altre possibilità, tra cui un gesto volontario o persino il coinvolgimento di terzi. Per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto, l’abitazione e l’arma sono state poste sotto sequestro su disposizione del pubblico ministero Alfredo Manca, che ha anche ordinato l’autopsia sul corpo del giovane. Le persone presenti in casa al momento della tragedia sarebbero state sottoposte al test dello stub, utile a verificare eventuali tracce di polvere da sparo sulle mani. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni dettaglio per stabilire se si sia trattato davvero di un drammatico incidente causato da una leggerezza, oppure se dietro la morte del ragazzo si nasconda una realtà diversa.