La Nazionale italiana ha il suo nuovo Commissario Tecnico. È Roberto Mancini. L’annuncio è arrivato dal presidente federale Giovanni Malagò nel corso del Consiglio Federale del 28 luglio 2026, chiudendo una settimana di caos istituzionale che aveva scosso dalle fondamenta il calcio italiano.
Come si è arrivati alla nomina
La strada verso Mancini è stata tutt’altro che lineare.
Tutto era partito dal fallimento della candidatura di Andrea Pirlo, bruciato dal caso Fonbet — il suo rapporto di sponsorizzazione con un bookmaker russo considerato incompatibile con il ruolo di CT — proprio quando sembrava ormai in dirittura d’arrivo per la panchina azzurra. Quella vicenda aveva prodotto le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, che avevano lasciato i rispettivi ruoli di Direttore Tecnico e Advisor a soli sedici giorni dalla nomina, ritenendo impossibile proseguire in un contesto che non garantiva loro piena autonomia decisionale.
Con la struttura tecnica completamente azzerata, Malagò si è trovato a ricominciare da zero. E ha scelto il suo candidato da sempre: Roberto Mancini, con cui il presidente federale condivide una lunga amicizia personale, coltivata anche negli ambienti del Circolo romano Aniene.
Il profilo di Mancini: il ritorno del campione d’Europa
Per Mancini si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra dopo tre anni di assenza.
Il tecnico jesino aveva lasciato la Nazionale nell’estate del 2023, optando per la ricca avventura in Arabia Saudita e poi in Qatar, che si è conclusa nei mesi scorsi. Prima di quell’addio controverso, però, Mancini aveva scritto una pagina storica del calcio italiano: la vittoria degli Europei del 2021, conquistata battendo l’Inghilterra in finale a Wembley ai rigori, dopo una serie di undici vittorie consecutive che aveva riportato gli azzurri sul tetto del continente.
Ora il compito è diverso e più complesso: raccogliere i pezzi dopo l’eliminazione ai Mondiali guidata da Gattuso e ricostruire una squadra competitiva.
Ranieri verso il ruolo di Direttore Tecnico
Con Giorgio Chiellini che ha declinato la candidatura — confermando la sua piena soddisfazione per il ruolo di Chief Club Affairs Officer alla Juventus — il nome che sale con più forza per il ruolo di Direttore Tecnico delle nazionali è quello di Claudio Ranieri. L’ex allenatore della Roma, libero da ogni vincolo contrattuale dopo la separazione dal club giallorosso, è una figura rispettata in tutto il calcio italiano e internazionale, con un profilo istituzionale che si adatta naturalmente al ruolo.
La sua nomina non è ancora ufficiale, ma la direzione sembra tracciata.
L’ombra sul presidente: il caso Modulo S400
In un momento già delicato, su Malagò pende anche un’ulteriore questione: un esposto ha portato la magistratura a verificare se al momento della sua candidatura alla presidenza FIGC fosse stato regolarmente completato il tesseramento attraverso il Modulo S400, come previsto dall’articolo 29 del Regolamento federale. Al momento le verifiche sono in corso. Nel caso in cui emergesse una mancanza formale, ogni atto compiuto dalla presidenza potrebbe essere messo in discussione.
Per ora, però, la FIGC va avanti. Con Mancini in panchina.
