Reddito di cittadinanza, Di Maio: "Sarà com'è partito"
Reddito di cittadinanza, Di Maio: “Sarà com’è partito”
Economia

Reddito di cittadinanza, Di Maio: “Sarà com’è partito”

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Il vicepremier sul reddito di cittadinanza: "Una misura per chi vuole trovare un lavoro". Ma avverte: "Se non lo accetteranno perderanno il reddito".

“Ogni giorno ci sono nuove ipotesi sul reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza però così come è partito così arriva”. Lo ha ribadito il ministro Luigi Di Maio a margine degli appuntamenti nel corso della sua trasferta veneta. “E’ una misura – dice – che arriverà alle persone che vorranno mettersi in gioco per trovare lavoro e noi, come Stato, gli proporremo un lavoro. Ma avverte: “Chi non lo accetterà perderà il salvagente”. Mentre le imprese che assumeranno chi quel reddito lo percepisce, ha assicurato, godranno di sgravi fiscali pari alla somma che veniva erogata a quella persona.

Gli assegni

Una rassicurazione che intende fugare ogni dubbio sulle voci dei numerosi detrattori che vorrebbero la misura a sostegno della cittadinanza diversa da come descritta in campagna elettorale. Eppure, stando ai calcoli del Ministero dell’Economia, come riporta un servizio de La 7, sembra che la media degli assegni erogati si aggireranno intorno ai 500 euro, diversamente dai 780 prospettati dal neoeletto governo.

Essendo il calcolo del sussidio vincolato ad una valutazione della situazione finanziaria e patrimoniale dell’intero nucleo familiare del richiedente (per intenderci quell’Isee che non dovrebbe essere mai superiore a 9.360 euro per accedere al reddito) chiunque risultasse proprietario di un terreno, un’abitazione o persino un box. ne vedrebbe pertanto scalata la cifra.

Quelle verifiche sull’Isee

Ed è proprio quest’ultimo vincolo al sussidio statale che promette di decimare la platea dei potenziali aventi diritto al reddito di cittadinanza: quei 5 milioni di poveri in campagna elettorale, che potrebbero ora ridursi ad appena 450mila persone. Almeno stando alle statistiche. Si pensi che delle verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza su un totale di 8.847 richieste di reddito d’inclusione, la vecchia manovra Gentiloni per essere chiari, oltre 5mila sarebbero le dichiarazioni risultate “fasulle o quantomeno taroccate”.

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