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Ecofin, nuova black list dei paradisi fiscali. Slitta la web tax UE
Economia

Ecofin, nuova black list dei paradisi fiscali. Slitta la web tax UE

Ecofin

Il Consiglio Economia e finanza dell'UE allunga la lista dei paradisi fiscali. Nessun accordo invece sulla web tax a livello europeo.

Si allunga la lista dei paradisi fiscali. A stilare la nuova black list è il Consiglio “Economia e finanza” (Ecofin), composto dai ministri dell’Economia e delle finanze di tutti gli Stati membri e responsabile della politica dell’UE nei settori di politica economica, questioni relative alla fiscalità e regolamentazione dei servizi finanziari.

La nuova lista dei paradisi fiscali

Oltre ai cinque paradisi fiscali già presenti (Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini), alla lista dell’Ecofin si aggiungono dieci nuovi Paesi, quali Aruba, Barbados, Belize, le Bermuda, Dominica, Fiji, Isole Marshall, Oman, Emirati Arabi e Vanuatu.

All’origine di tale decisione il fatto che tali giurisdizioni non hanno attuato, entro il termine stabilito, gli impegni assunti nei confronti dell’UE in merito alle regole e alla trasparenza fiscale. “Abbiamo completato il primo riesame complessivo della lista UE delle giurisdizioni non cooperative. Sin dalla prima adozione verso la fine del 2017, la lista ha dimostrato la sua efficacia per far progredire in maniera cooperativa il programma dell’UE volto a migliorare le pratiche fiscali globali, combattere l’elusione fiscale e migliorare la buona governance e la trasparenza: più di 30 giurisdizioni hanno già mantenuto il loro impegno di varare riforme fiscali” specifica in una nota Eugen Teodorovici, ministro delle Finanze della Romania.

In quest’ultimo aggiornamento 25 Paesi sotto “monitoraggio” dell’Ecofin sono stati rimossi mentre 34 Stati restano nella zona “grigia”, in quanto le rispettive giurisdizioni fiscali non rispettano tutti i parametri, tra cui quelli sulla trasparenza fiscale, sull’equa imposizione e sul tax base erosion and profit shifting (BEPS).

Web tax

Ancora una volta invece dall’Ecofin non c’è sostengo alla web tax a livello europeo, testo presentato dalla presidenza romena.

I lavori per arrivare ad una tassazione delle imprese digitali procederà quindi in seno all’Ocse. “Se nel 2020 si constaterà che l’accordo a livello Ocse richiederà più tempo, – annuncia però Teodorovici – il Consiglio potrebbe tornare a discutere la web tax se lo ritiene necessario”.


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