Elezioni amministrative 2018: affluenza del 61,19%
Elezioni amministrative 2018: affluenza del 61,19%
Politica

Elezioni amministrative 2018: affluenza del 61,19%

elezioni amministrative

Il dato proviene dal Viminale che, nel conteggio, esclude la Sicilia e due Municipi romani ed è in calo rispetto alle scorse amministrative.

Domenica 10 giugno quasi sette milioni (sei milioni e 744.087) di cittadini italiani hanno votato per eleggere i sindaci e i consigli comunali di 76o comuni. L’appuntamento elettorale è il primo dopo quello delle elezioni per rinnovare Camera, Senato e alcuni Consigli Regionali dello scorso 4 marzo.

Affluenza alle ore 23

I seggi dei 760 comuni chiamati a rinnovare il Consiglio Comunale si sono chiusi alle ore 23. L’affluenza, in base ai dati analizzati di 623 comuni su 623, è del 61,19%. La percentuale indica un calo di affluenza rispetto alle precedenti elezioni amministrative (67, 22%).

Elezioni comunali

Durante le elezioni amministrative del 10 giugno 2018, i cittadini aventi diritto possono votare nella sola giornata di domenica. Per i comuni con più di 15.000 abitanti, la legge prevede un eventuale ballottaggio (se nessuno dei candidati ottenesse il 50% più uno dei voti) per eleggere il sindaco che si svolgerà domenica 24 giugno. I capoluoghi di provincia interessati dalla consultazione elettorale sono venti: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Vicenza e Viterbo.

Si vota inoltre anche in due consigli circoscrizionali, il III e l’VIII Municipio di Roma.

Affluenza in aumento

Alle ore 19 del 10 giugno, quando mancano quattro ore alla chiusura dei seggi e alla diffusione dei primi exit poll, l’affluenza si attesta al 44,o5%. I dati riguardano 643 su 643 e sono stati pubblicati sul sito web del Ministero dell’Interno. Dal computo sono esclusi i comuni al voto in Sicilia e i due Municipi della capitale, che trasmettono i dati su portali diversi da quello del Viminale. L’Istituto YouTrend specifica che, se si confermasse la tendenza attuale basata sui dati di partecipazione al voto tra le 12 e le 19, l’affluenza definitiva potrebbe essere tra il 59 e il 63%. La media è calcolata su base nazionale ed è esclusa la Sicilia, che non trasmette i dati insieme al Ministero dell’Interno. Alle precedenti elezioni omologhe, che riguardavano pressapoco i medesimi comuni, la percentuale di affluenza alle urne era stata del 40,03%.

Sono 141 i comuni al voto per cause diverse dalla “scadenza naturale” dell’Amministrazione. In otto comuni non è stata presentata alcuna lista, quindi si va verso il commissariamento; tra questi otto, cinque sono in Sardegna. Il comune di San Luca, nei pressi di Reggio Calabria, sarà nuovamente commissariato; il paese, che conta circa 4000 abitanti, non elegge il sindaco dal 2013, quando il comune è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata. I dati elencati sono stati diffusi dall’agenzia Ansa.

Elezioni amministrative e la politica nazionale

Le elezioni amministrative sono diverse da quelle nazionali: lo si sente ripetere spesso e c’è un fondo di verità. In un comune, specialmente quando le sue dimensioni sono ridotte e il numero degli abitanti è minore di 10.000 individui, i cittadini hanno spesso avuto l’opportunità di conoscere personalmente i candidati prima che questi intraprendessero l’attività politica. Il rapporto tra elettore ed eletto, in questo caso, è fiduciario più che “ideologico”; in altre parole, si vota spesso per la persona più che per il partito di appartenenza. Tuttavia queste elezioni amministrative sono un banco di prova interessante perché sono le prime dopo quelle del 4 marzo e la formazione del nuovo governo. Si attendono i primi exit poll per comprendere se Lega e Movimento 5 Stelle otterranno gli stessi buoni risultati di marzo, a scapito di altri partiti, quali Forza Italia e Partito Democratico. Si tenga conto che un altro fondamentale appuntamento elettorale sarà quello delle elezioni europee del 2019; in tale occasioni, pur valendo la distinzione dalle consultazioni nazionali, l’attuale esecutivo potrà tastare il consenso dopo un anno di attività.

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