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Enasarco, il Tribunale Civile di Roma ordina l’assegnazione dei tre seggi vacanti in Cda

La magistratura ha ordinato l'assegnazione dei tre seggi vacanti nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Enasarco.

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Il tribunale Civile di Roma ha ordinato l’assegnazione, entro sette giorni, dei tre seggi ancora vacanti all’interno del Consiglio di amministrazione della Fondazione Enasarco, l’Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio

Il Tribunale ordina assegnazione seggi vacanti nel Cda di Enasarco

La magistratura ha altresì disposto la convocazione del cda ai fini della nomina del presidente e dei vice presidenti dell’organo amministrativo della Fondazione. Una decisione accolta con soddisfazione dalla coalizione FarePresto!, composta da Federagenti, Anasf, Fiarc, Confesercenti e Anpit, e dagli alleati di Artènasarco, che si sono detti volenterosi di impegnarsi ad operare con trasparenza ed efficacia per il bene dell’Ente.

Si sblocca così una situazione diventata ormai insostenibile e iniziata il 28 dicembre 2020, giorno in cui la Commissione elettorale della Fondazione ha deliberato sul Consiglio di amministrazione della stessa.

La vicenda del Cda di Enasarco

Nulla di rilevante, se non fosse che le nomine non erano espressione delle volontà avanzate dal voto delle Case mandanti e delle imprese preponenti. Un fatto che violava gli articoli 12 e 17 dello statuto Enasarco a seguito del quale il Tribunale Civile di Roma aveva sospeso l’efficacia della delibera assunta sulla base della quale era poi stato eletto il cda.

Ciononostante, il 4 agosto 2021 i sei membri indicati dalle liste espresse da Confindustria e Confcommercio della Commissione elettorale hanno confermato a maggioranza le nomine dei tre seggi vacanti tra i rappresentanti dei preponenti del Consiglio di amministrazione.

Il giudice Unico Manzi aveva dunque ordinato l’immediata sospensione dell’esecuzione della decisione fino a quando, di fronte al mancato sblocco della situazione, il 16 dicembre 2021, aveva concesso un mese di tempo alla Commissione elettorale per dare attuazione alla sua ordinanza. In caso di ulteriore passività, avrebbe provveduto a nominare un commissario ad acta per la designazione dei consiglieri o li avrebbe nominati egli stesso.

Dato che l’Ente non è giunto ad una decisione, rifiutando anche le proposte di FarePresto!, a tempo scaduto la magistratura ha disposto l’obbligo di assegnazione dei seggi entro una settimana.

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