Alle prime luci di giovedì 17 settembre, nella zona di via Dino Penazzato, un boato improvviso ha interrotto la quiete del quartiere Collatino. L’esplosione è avvenuta verso le 7:30, proprio nel momento in cui gli operatori stavano intervenendo per rimuovere un nido di vespe all’interno di un edificio di tre piani.
Il rilascio di energia ha provocato il crollo parziale della facciata laterale, facendo cadere macerie sui marciapiedi e colpendo due auto parcheggiate – una Citroën C1 e un’Opel Corsa – oltre all’autocarro impiegato per l’intervento di disinfestazione. Nessun pedone era presente sulla strada al momento dello scoppio, ma una donna di 47 anni, residente al terzo piano dell’edificio, è stata ferita e curata subito dal personale sanitario del 118.
Dettagli dell’esplosione e danni materiali
Secondo le prime verifiche, la rete di distribuzione del gas gestita da Italgas non è coinvolta nell’incidente. L’azienda ha suggerito che il contenuto delle bombolette a gas utilizzate per la disinfestazione potrebbe essersi infiltrato nell’intercapedine dello stabile, generando una pressione sufficiente a far esplodere il materiale presente.
Le conseguenze immediate includono il crollo di una porzione del muro, la perdita di frammenti di calcinacci sull’arredo urbano e i danni alle due automobili. L’autocarro, che trasportava le attrezzature per la rimozione del nido, ha subito ammaccature ma non è risultato inutilizzabile. La donna ferita, che si trovava nel suo appartamento al terzo piano, ha riportato solo contusioni lievi e ha ricevuto le prime cure sul luogo.
Interventi delle autorità e prime ipotesi sulle cause
Tre pattuglie del V gruppo Prenestino della polizia locale di Roma Capitale sono giunte tempestivamente sul posto, transennando l’area e chiudendo al traffico il tratto di via Dino Penazzato compreso tra via Gian Battista Valente e via Collatina. È stato allestito un perimetro di sicurezza di 21 metri per 5, permettendo ai vigili del fuoco e ai tecnici di Italgas di operare in tutta sicurezza.
Le forze dell’ordine hanno garantito l’interdizione del traffico per consentire i soccorsi e le operazioni di verifica. Una perizia dei vigili del fuoco, in corso, dovrà confermare l’origine esatta dell’esplosione. Nel frattempo, la prima ipotesi avanzata da Italgas attribuisce l’incidente alle pratiche di disinfestazione con bombolette contenenti gas, il cui contenuto sarebbe penetrato nelle cavità strutturali dell’edificio.
Riferimenti a precedenti incidenti e considerazioni esperte
Non è la prima volta che un’interferenza con i gas utilizzati per la disinfestazione provoca un’esplosione in città. Solo pochi giorni prima, nel quartiere Pietralata, un’operazione di rimozione di un nido di api aveva provocato il crollo di una parete al terzo piano, ferendo due operai. L’esperto di sicurezza Andrea Lunerti ha sottolineato come l’uso di GPL o propano liquido in ambienti chiusi aumenti il rischio di detonazione, soprattutto se il gas entra in contatto con scintille o elettrici difettosi.
Lunerti ha inoltre ricordato che la proliferazione di api e vespe in aree urbane è in crescita a causa dell’alterazione degli habitat naturali. Questo rende indispensabile una formazione adeguata per chi si occupa di disinfestazione, evitando l’impiego di sostanze altamente infiammabili senza le dovute precauzioni.
Al momento, le autorità hanno chiuso temporaneamente la strada per permettere le indagini e la rimozione dei detriti. I residenti del blocco sono stati invitati a restare a disposizione per eventuali testimonianze e a seguire le indicazioni dei soccorritori. La zona rimarrà sotto vigilanza finché non saranno completate le verifiche tecniche e la ricostruzione dell’intercapedine.
