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La gang islamica colpevole di 1400 abusi, parlano le vittime

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Tra il 2003 e il 2013 in tutta l'Inghilterra avevano abusato di più di 1400 ragazze. Ora le vittime parlano degli abusi subiti dalla gang islamica.

“Ci dicevano che eravamo solo delle puttanelle bianche. Erano razzisti”. Solo ora vengono rese note le testimonianze delle vittime del terribile scandalo che qualche anno fa sconvolse l’Inghilterra. Nella cittadina di Huddersfield, cittadina medievale nel nord del Regno Unito, nel 2014 una sconcertante notizia sconvolse l’intera isola.

Una gang di circa 20 persone, tutte di origini islamiche, sono state condannate a più di 221 anni di carcere per aver stuprato più di 1400 ragazzine tra il 2003 e il 2013. In questi 10 anni sono stati colpevoli di adescare, rapire e stuprare minorenni di origini britanniche.

Stuprate anche 30 o 40 volte a sera

“Una volta che entri in questo tunnel, sei già in trappola. Non puoi uscirne.

Inizi a sentirti di loro proprietà”. È la testimonianza di Katy, una donna oramai 25 enne che all’epoca dei fatti era una ragazzina. A 14 anni infatti è entrata in questo mondo di abusi e minacce. “Una macchina ha accostato. Dentro c’erano due uomini asiatici. Dopo, uno di loro mi ha stuprato”. Sono ricordi che fanno male a Katy e mentre prosegue col racconto inizia a dar sfogo a tutta la disperazione che continua, tutt’ora, a portarsi dietro.

La vita di una giovane ragazza totalmente rovinata a causa dei perversi ed agghiaccianti desideri di 20 uomini.

La gang era formata tutta da uomini Pakistani, molti di loro erano padri di famiglia. Trasportavano le loro vittime in tutto il regno unito per far si che altri uomini potessero abusare delle loro “schiave”. “Una volta mi hanno portato a Manchester in un hotel. Prima mi hanno drogato mettendomi qualcosa nel bicchiere.

Poi qualcuno è entrato in stanza e mi ha stuprato”. Katy a questo punto non sa se continuare. “Dopo mi hanno abbandonata là. Io non sapevo come tornare a casa…” Come mai le forze dell’ordine non sono intervenute tempestivamente? Le forze dell’ordine hanno affermato in seguito di non essere intervenute tempestivamente per paura di essere additati come razzisti. Successivamente, il Commissario di Huddersfield, con un comunicato stampa, ha ammesso le responsabilità del suo commissariato.

E si è scusato con tutta la comunità.

Le violenze fisiche e psicologiche

I mostri inoltre, con minacce e insulti, riuscivano a controllare le menti delle giovani vittime, che a causa della paura, non riferivano nulla ne alle famiglie ne alle autorità. “Se a 12 anni sei ricoperta dalla testa ai piedi di benzina e minacciano di darti fuoco, non dici di no. Ti lasci violentare. E se poi minacciano di dare fuoco pure a casa tua e alla tua famiglia, su quella macchina scura che ti aspetta davanti al cancello ci sali.” “Se non facevi quello che ti ordinavano, ti minacciavano di morte. Alcune ragazze venivano ricoperte di benzina e poi stuprate anche 30 o 40 volte a sera. Non potevi dire di no”. “A volte mi dicevano che avrebbero dato fuoco a casa mia se non fossi salita sulla loro macchina”. Quando le viene domandato quanti uomini l’hanno molestata in quegli anni la ragazza risponde “Non so dire un numero preciso….”.

Katy è sopravvissuta. Ma il prezzo che ha pagato è stato alto. A 17 anni è rimasta incinta di un uomo della banda e da allora, gli interessi che gli uomini avevano nei suoi confronti sono scemati. “Sono rimasta incinta di uno di loro. Non è mai stato accusato di nulla perché non c’erano abbastanza prove. Penso che il mio bambino mi abbia salvato la vita, improvvisamente era come se fossi diventata troppo vecchia per loro. Mi hanno semplicemente lasciato andare”. “Oggi mi ripeto sempre che sono fortunata a essere ancora viva”.


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