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Venezuela, Maduro impedisce l’arrivo di aiuti umanitari

Mentre Maduro cerca di impedire l'entrata di aiuti umanitari nel paese, alcuni soldati si ribellano al potere e passano con il popolo in rivolta.

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Il presidente Nicolas Maduro sta tentando di impedire l’arrivo di aiuti umanitari dagli Stati Uniti in Venezuela. Mentre i civili stanno abbattendo le barriere ai confini per permettere l’entrata di forniture mediche e alimentari di cui c’è urgente bisogno, le truppe stanno usando la rivolta popolare come scusa per abbandonare le loro posizioni e schierarsi contro Maduro.

Sul ponte Simón Bolivar, che attraversa il confine tra Venezuela e Colombia, si vedono soldati che arrivano dalla parte colombiana con le mani alzate in segno di resa, scappando dalla propria terra natale. La Guardia Nazionale ha anche sparato gas lacrimogeni ai lavoratori che chiedevano di attraversare il confine a Ureña in Colombia, per lavorare. Alcuni testimoni hanno riportato che alcuni uomini dispersi si sono coperti la faccia e hanno lanciato pietre alle guardie dopo aver appiccato il fuoco a un autobus, facendo saltare le linee elettriche vicine.

Gli aiuti umanitari

Secondo diversi rapporti, alcuni aiuti umanitari sarebbero entrati in Venezuela attraverso il confine con il Brasile. Il presidente ad interim Juan Guaido, che guida l’opposizione al dispotico Maduro, ha chiesto al popolo di mettere in atto una mobilitazione di massa per consentire il passaggio degli aiuti umanitari dai confini. “I membri della Guardia Nazionale assegnati al Simón Bolivar International Bridge hanno deciso di unirsi a coloro che stanno salvando la democrazia in Venezuela”, queste le parole di Juan Guaido, in risposta alla defezione dei soldati per unirsi alla rivolta.

In seguito Guaido ha anche twittato: “Venezuela: con la presente confermo che diversi membri della Guardia Nazionale assegnati al Simón Bolivar International Bridge hanno deciso di unirsi a coloro che stanno salvando la democrazia in Venezuela. L’aiuto umanitario entrerà“. Oggi, alcuni venezuelani cantavano il loro inno nazionale mentre altri si tenevano per mano in un cerchio di preghiera e chiedevano a Dio di proteggere il loro paese.

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