Muore a letto, vedovo costretto a mostrare genitali alla polizia | Notizie.it
Investi in Notizie.it e diventa editore del tuo giornale 🚀
Muore a letto, vedovo costretto a mostrare genitali alla polizia
Esteri

Muore a letto, vedovo costretto a mostrare genitali alla polizia

indonesia

In Indonesia il papà di una 23enne morta improvvisamente durante la notte accusa il genero di averla uccisa per via dei suoi genitali enormi.

In Indonesia un uomo è stato costretto a mostrare i genitali alla polizia per evitare di essere accusato di aver ucciso la moglie 23enne a causa delle grandi dimensioni del suo membro. Il medico legale ha poi chiarito che la donna è morta per un attacco epilettico.

Morte sospetta

Un padre probabilmente distrutto dal dolore per la morte improvvisa della figlia 23enne si è fatto influenzare dalle “voci” che circolavano all’interno del villaggio dove abita, arrivando così ad accusare il genero di aver ucciso la 23enne.

L’uomo era convinto infatti che il marito della figlia avesse provocato la morte della giovane a causa delle dimensioni dei suoi genitali. L’assurda vicenda è accaduta a Probolinggo, città dell’Indonesia situata nella provincia di Giava Orientale. Il padre della 23enne è arrivato così a denunciare il genero, che per dimostrare la sua innocenza è stato costretto a mostrare alle forze dell’ordine il suo membro.

Al giornale locale Detik News, i funzionari che hanno avuto l’ingrato compito di esaminare le parti intime dell’uomo hanno dichiarato: “Dopo aver visto in prima persona la dimensione dei genitali che si pensava fossero grandi, si è scoperto che erano di dimensioni normali”.

Attacco epilettico

A fugare ogni ulteriore dubbio in merito al decesso ci ha poi pensato il medico legale, il quale ha spiegato che la 23enne era morta a seguito di attacco epilettico, avvenuto durante la notte del 26 febbraio 2019.

E così, alla fine “il suocero ha revocato la denuncia ed entrambe le parti si sono perdonate a vicenda” rassicura quindi il poliziotto.


© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche