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Bimba uccisa dalla madre in Russia per aver fatto cadere del pane

Accortasi che la bambina non respirava più, la madre avrebbe in seguito chiesto al compagno di aiutarla a sbarazzarsi del cadavere.

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A distanza di un mese dalla tragedia ancora non si trova il corpo della bimba di due anni uccisa dalla madre a Omsk, in Russia. In un raptus di rabbia, la piccola era stata assassinata dalla madre soffocandola con un’enorme pagnotta infilata in bocca per punizione. La colpa della bimba: aver rovesciato il pane con cui stava giocando, spargendo la mollica sul pavimento della cucina.

L’occultamento del cadavere

L’omicidio, avvenuto nel maggio scorso ma del quale è stata diffusa la notizia solo in questi giorni, è stato compiuto dalla 28enne Svetlana Mirzoeva. La donna, dopo aver visto ciò che aveva fatto la bambina, ha deciso in preda alla follia di afferrare la figlia infilandole a forza un grosso pezzo di pane in bocca, talmente grosso da impedirle di respirare.

Solo una volta accortasi della morte della bambina, la donna ha chiesto al suo compagno di aiutarla a sbarazzarsi del cadavere.

Alla polizia infatti ha rivelato: “Ha avvolto il corpo in un asciugamano blu e lo ha messo in una borsa sportiva. Poi è uscito e ha buttato via la borsa”.

Nei giorni seguenti la madre si sarebbe tuttavia comportata come se nulla fosse accaduto. Ciò avrebbe destato i sospetti di alcuni vicini che hanno subito allertato le Forze dell’Ordine, come confermato dal portavoce del comitato investigativo locale: “La madre è stata vista camminare con il figlio piccolo mentre sua figlia non era più con lei. Alcuni vicini si sono insospettiti e hanno riportato la notizia della scomparsa della bambina alla polizia. Quando gli agenti hanno parlato con lei, Svetlana è crollata e ha confessato l’omicidio”.

Le parole della polizia

Una ricostruzione avallata anche dal vice capo dipartimento della polizia regionale di Omsk, Ruslan Moiseev: “Secondo le prove raccolte, la madre ha ucciso la bimba, mentre il suo compagno ha portato via il cadavere dal loro appartamento e l’ha buttato via”.

Al momento la donna è tenuta in custodia dalla polizia con l’accusa di omicidio. Un’accusa che se venisse confermata potrebbe costarle fino a 15 anni di carcere.

L’altro figlio della donna è stato portato in un orfanotrofio, anche se non è chiaro se verrà affidato a dei parenti o dato in adozione. Il padre della bambina uccisa è invece morto per intossicazione da alcool 10 giorni dopo l’occultamento del cadavere.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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