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Freddy McConnell non può essere registrato come padre: la sentenza

Freddy McConnell padre

Il trans Freddy McConnell ha perso la causa per essere registrato come padre di suo figlio: si rivolgerà ora alla Corte Suprema.

Lo scrittore transgender inglese Freddy McConnell ha perso la sua battaglia per essere registrato come padre di suo figlio, e non come madre, sul certificato di nascita del bambino.

Si appresta ora a sottoporre il suo caso alla Corte suprema.

Freddy McConnell padre: la sentenza

L’uomo ha dato alla luce un figlio nel 2018, l’anno dopo aver ottenuto un certificato di riconoscimento del genere che lo conferma come maschio. Ma, nel momento in cui ha cercato di registrare la nascita, l’ufficio gli ha detto che doveva essere registrato come madre di suo figlio anziché padre. Si è quindi recato in tribunale per chiedere che venisse riconosciuto come “padre” o “genitore” del bambino sostenendo che quanto accadutogli violasse i diritti sia suoi che del figlio.

Ma Sir Andrew McFarlane, il giudice del caso, ha respinto la domanda di revisione giudiziaria nel settembre del 2019 definendo lo status di madre come una persona non necessariamente legata al genere sessuale. E mercoledì 29 aprile 2020 è arrivata la sentenza della Corte d’Appello che ha affermato che l’obbligo di essere registrato come madre non ha violato i diritti di suo figlio.

Secondo la Sezione 12 del Gender Recognition Act 2004, “il fatto che il genere di una persona sia diventato il genere acquisito ai sensi della presente legge non influisce sullo status della persona come padre o madre di un bambino“. Il team legale di McConnell sostenne nel suo appello che la Sezione 12 non doveva applicarsi perché suo figlio era nato dopo aver acquisito il certificato che lo considerava maschio.

Ma la magistratura ha affermato che essa ha effetti sia retrospettivi che prospettici, richiedendo quindi al signor McConnell di registrarsi come madre del bambino e non come padre o genitore. Lo scrittore si rivolgerà ora alla corte suprema.