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George Floyd, un poliziotto spara su una bambina spray al peperoncino

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A Seattle una bambina viene colpita in volto da spray al peperoncino. Per i manifestanti c'è la mano di un poliziotto. Il video denuncia è virale.

Bambina colpita da uno spray al peperoncino a Seattle

A Seattle, la protesta per commemorare George Floyd era pacifica, ma non ha risparmiato una bambina, colpita da un poliziotto con spray al peperoncino. È quanto successo il 31 maggio scorso nella città dello Stato di Washington: lo testimonia un video divenuto virale.

Bambina colpita dallo spray al peperoncino: un poliziotto?

Il video è stato postato da diversi manifestanti su Twitter. Molti di loro hanno ribadito il carattere pacifico della manifestazione. Ciononostante, una bambina sarebbe stata colpita da un poliziotto con dello spray al peperoncino.

Nel video, si mostra la oiccola che urla per l’intenso bruciore. Un gruppo di persone la circonda cercando di alleviare il suo dolore: un uomo le versa addosso del latte per spegnere l’infiammazione. I manifestanti avrebbero individuato l’agente responsabile: un uomo che non ha fornito le sue generalità, ma ciò non ha impedito ai presenti di denunciarlo.

L’indagine sul poliziotto accusato

Il Dipartimento di Polizia di Seattle non ha confermato l’identità dell’agente. Ha, però, sottolineato che è in corso un’indagine per stabilire la dinamica ed eventuali responsabilità: “L’uso della forza, tanto quanto lo spray al peperoncino durante le manifestazioni, subiranno un alto livello di controllo e di revisione” ha dichiarato Kelsey Nyland, a capo dell’Ufficio informazioni del Dipartimento di Polizia. Il video è diventato virale in poco tempo e ha suscitato l’indignazione dei tanti americani che in questi giorni sono in piazza a reclamare pari diritti e pari dignità.

George Floyd, l’onda dell’indignazione negli Usa

Le proteste di Seattle fanno parte dell’ondata di indignazione che da giorni sta scuotendo gli Usa. Il 25 maggio scorso, nella città di Minneapolis, il 46enne afroamericano George Floyd viene arrestato.

Un video mostra tre agenti della polizia che lo ammanettano e lo sospingono a terra. Uno di loro, Derek Chauvin, è ripreso mentre schiaccia la gola: l’uomo gli implora di lasciarlo respirare. Qualche tempo dopo, trasportato d’urgenza in ospedale, Floyd è dichiarato morto. Con un filmato via social, sale l’onda di risentimento della comunità afro-americana. Un’onda d’indignazione che porta alla memoria la morte di Michael Brown, il ragazzo di colore ucciso dal poliziotto Darren Wilson a Ferguson (Missouri) nel 2014. Nei giorni scorsi, i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco Minneapolis: oggi la città conta almeno 170 esercizi commerciali andati a fuoco.

L’onda di risentimento e la richiesta di diritti ha invaso altre città Usa: da Los Angeles, dov’è stato imposto il coprifuoco, a Seattle. Episodi di micro-violenza, come quello della bambina colpita dallo spray, saranno parte della memoria di questi giorni concitati.

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.

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