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Giulio Regeni, Egitto: “Processo immotivato. Responsabile sconosciuto”

“Scacco” all’Italia dopo la risposta dell’Egitto in merito al caso Giulio Regeni. Amnesty International: “Dichiarazione inaccettabile”.

Giulio Regeni Egitto
Giulio Regeni Egitto

Consideriamo inaccettabile la dichiarazione della procura egiziana con cui respinge ufficialmente le conclusioni delle indagini della procura di Roma”, sono queste le parole di Amnesty International che ha commentato così all’AGI la nota diffusa dalla Procura generale Egiziana che ha fatto sapere che non ci sarebbero ragioni per procedere penalmente in merito all’uccisione e al sequestro di Giulio Regeni ormai scomparso nel 2016.

Stando infatti a quanto dichiarato dal procuratore generale Hamada Al Sawi, sarebbe escluso che siano stati i “quattro ufficiali della Sicurezza nazionale”. Ennesimo scacco matto all’Italia dunque. Ad ogni modo la risposta non si è fatta attendere dal ministero degli esteri che ha annunciato nel comunicato ufficiale che proseguirà agendo in tutte le sedi opportune.

Regeni, Egitto: “Processo Immotivato”

Dietro all’omicidio di Giulio Regeni vi sarebbe un responsabile sconosciuto.

Lo ha comunicato la Procura Generale egiziana mediante un comunicato ufficiale. “Per il momento non c’è alcuna ragione per intraprendere procedure penali circa l’uccisione, il sequestro e la tortura della vittima Giulio Regeni, in quanto il responsabile resta sconosciuto”.

Una nota che è stata dichiarata dal Ministero degli Esteri e da Amnesty International “inaccettabile”. La Farnesina infatti di tutta risposta ha sottolineato come la sia abbia la massima fiducia verso la magistratura italiana che “continuerà ad agire in tutte le sedi, inclusa l’Unione europea, affinchè la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni possa finalmente emergere”.

Roberto Fico: “C’è un limite”

Non ha usato mezzi termini il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico che su Facebook non ha mancato di definire la vicenda “l’ennesima provocazione”:

“Ancora una volta l’Egitto dimostra di non voler collaborare per fare luce sulla morte di Giulio Regeni.

L’ennesima provocazione, inaccettabile, arriva oggi. Le motivazioni per cui la procura egiziana non è intenzionata ad aprire un processo sul sequestro, la tortura e l’uccisione del nostro ricercatore sono vergognose. Mentire sapendo di mentire. Per questo la Camera ha sospeso le relazioni diplomatiche con il Parlamento egiziano. A tutto c’è un limite”.

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