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Davos 2026, il discorso di Donald Trump: "L'Europa non sta andando nella direzione giusta"

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Tra voli ritardati, incontri annullati e tensioni su dazi e Groenlandia, Trump a Davos evidenzia le fratture tra Stati Uniti ed Europa.

Il World Economic Forum di Davos 2026 è stato segnato dall’intervento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha combinato vanto economico, critiche all’Europa e rivendicazioni strategiche sulla Groenlandia. Tra elogi per la crescita record degli Stati Uniti e attacchi alle politiche migratorie e ambientali del Vecchio Continente, il presidente ha lanciato un messaggio chiaro: gli Stati Uniti vogliono consolidare la propria leadership globale, economica e geopolitica.

Trump a Davos tra imprevisti, tensioni con l’Europa e la contesa sulla Groenlandia

Il viaggio di Trump a Davos è stato segnato da imprevisti: l’Air Force One ha avuto un problema tecnico durante il volo dagli Stati Uniti, costringendo il presidente a cambiare aereo e ripartire da Zurigo. Con un tocco di ironia ha commentato: “Sarà un viaggio interessante, non so cosa accadrà“. L’incontro bilaterale programmato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato annullato a causa del ritardo della delegazione americana.

Berlino mantiene un approccio prudente: “Noi ringraziamo dell’invito e condividiamo l’obiettivo della pace“, ha dichiarato il portavoce Steffen Mayer, precisando che la partecipazione tedesca al Board of Peace di Gaza è ancora in fase di valutazione. Sul fronte europeo, le tensioni economiche sono tangibili. I dazi annunciati da Trump contro il Regno Unito e altri Paesi alleati della Danimarca sulla Groenlandia hanno suscitato reazioni diplomatiche: la cancelliera dello Scacchiere britannica Rachel Reeves ha dichiarato alla BBC: “Londra non si lascerà sballottare dai venti di bufera” e agirà “nell’interesse nazionale“. In parallelo, l’Unione Europea sta valutando possibili misure contro le imprese americane, con la Francia a favore dell’attivazione dello strumento anti-coercizione e l’Italia più prudente.

Trump a Davos: boom economico negli USA e investimenti record

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aperto il suo discorso al World Economic Forum di Davos dichiarando: “Parlo davanti a molti amici e qualche nemico“. Ha subito elogiato i risultati della sua amministrazione: “Dopo un anno della mia presidenza l’economia americana è in piena espansione“, ha detto, sottolineando che negli Stati Uniti “l’inflazione è praticamente assente” e che “i confini sono impenetrabili“. Trump ha poi rivendicato dati record sugli investimenti, affermando: “Abbiamo ottenuto impegni di investimento per 18 mila miliardi di dollari nel nostro Paese, qualcosa che nessuna nazione ha mai fatto, nemmeno lontanamente“.

Rivendicando il ruolo di guida globale degli USA, il presidente ha definito gli Stati Uniti il “motore economico del pianeta“, stimando una crescita del PIL del quarto trimestre del 5,4% e affermando che “gli Usa sono in mezzo alla più grande crescita economica di sempre. L’economia Usa sta esplodendo“. Ha definito il risultato “un miracolo” ottenuto in appena un anno, attribuendolo a politiche come la riduzione dei dipendenti federali e l’abolizione delle tasse sulle mance: “Penso che le mie politiche possano spingere la crescita ancora più in alto“.

Trump ha inoltre elogiato la leadership tecnologica e l’espansione energetica americana: “Stiamo guidando il mondo nella IA“, ha dichiarato, vantando il primato degli USA sulla Cina. Sul fronte petrolifero, ha spiegato che “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela” e ha aggiunto: “Apprezziamo la collaborazione del Venezuela, stanno facendo benissimo“.

“Amo l’Europa ma non sta andando nella direzione giusta”, preoccupa l’annuncio di Trump

Il Forum ha messo in luce nuove fratture tra gli Stati Uniti e gli alleati NATO e ha riportato all’ordine del giorno temi delicati come l’Ucraina e le relazioni con la Russia. Trump ha anche chiarito la posizione americana sulla Groenlandia: “Ogni alleato Nato ha obbligo di difendere i propri territori“, ha detto, ribadendo che, pur rispettando i groenlandesi, “solo gli Stati Uniti possono difendere quei territori” e auspicando “Non voglio usare la forza. Negozieremo immediatamente per acquistarla. Avete una scelta, potete dire di sì o potete dire di no, ma ce ne ricorderemo“. Riguardo alla NATO ha aggiunto: “Gli Usa sono stati trattati molto male dalla Nato. Abbiamo dato tanto e abbiamo ricevuto molto poco in cambio. Tutto quello che abbiamo ottenuto da loro è difenderli“.

Non sono mancate critiche all’Europa: “Amo l’Europa, ma non sta andando nella giusta direzione“, ha detto, attaccando le politiche migratorie che, secondo lui, “stanno importando popolazione da terre lontane“, e sottolineando che alcune aree del Vecchio Continente sono “francamente irriconoscibili” a causa dell’”immigrazione incontrollata” e di un’eccessiva attenzione alle energie rinnovabili.

Trump a Davos: incontro con Zelensky e speranze di pace

Parlando dal Forum di Davos, Donald Trump ha annunciato che incontrerà oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella città svizzera. “Putin e Zelensky vogliono arrivare a un accordo“, ha detto Trump, precisando poi che spetta all’Europa e alla NATO occuparsi della situazione in Ucraina, “non a noi“. Il presidente ha aggiunto: “Bisogna porre fine a questa guerra“, auspicando progressi concreti per la risoluzione del conflitto.