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Eurozona. cos’è, storia completa, crisi

Eurozona

 

Eurozona: Paesi che fanno parte dell’Unione Europea e che hanno sottoscritto il Trattato di Maastricht, riconoscendo l’Euro come valuta ufficiale.

11 Stati membri dell’Unione europea su 15, il 1° gennaio 1999, sottoscrissero il Trattato di Maastricht: Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Portogallo, Spagna, Austria, Finlandia, Francia e Italia.

Oggi, 18 sono i Paesi dell’Eurozona, con la più recente Lettonia inseritasi nel 2014, per un bacino di più di 300 milioni di abitanti. 10 Stati membri (contando ancora l’Inghilterra) non si sono associati: alcuni per scelta, altri perché non riuscivano a rispettare i parametri economici necessari per aderire al Trattato.

Per arrivare ad oggi, però, il processo fu lungo: fu nel giugno 1988 che iniziò il percorso che portò, poi, all’adozione della moneta unica.

In tale anno il Consiglio europeo assegnò ad un Comitato, con a capo Jacques Delors, il progetto di creazione di un’Unione Economica e Monetaria tra gli Stati membri (UEM); il Rapporto Delors si concluse nel 1989, proponendo un progetto diviso in 3 fasi.

La prima fase, del 1990, puntava a liberalizzare i flussi dei capitali tra i Paesi dell’Unione, la seconda fase, nel 1993, vedeva la creazione dell’Istituto Monetario Europeo (IME) con l’obiettivo di consolidare la cooperazione tra banche e predisporre le varie politiche monetarie; l’ultima fase fu quella del 1999: si passò alla moneta unica dando in mano alla Banca Centrale Europea (BCE) la politica monetaria e la determinazione dei tassi di cambio.

Il 1° gennaio 2002, in Italia, entrava in vigore l’Euro, il quale convisse con la Lira fino al 1° marzo 2002.

Fu nel 2009, però, che i Paesi dell’Euro vennero colpiti da una pesante crisi finanziaria, derivata dalla crisi dei mutui sub-prime in Usa. La crisi statunitense del 2007, causata dalla caduta dei prezzi degli immobili e dai mutui elargiti non riscuotibili, ebbe conseguenze pesanti anche in Europa, provocando una recessione economica mondiale; molte banche europee erano titolari di titoli derivati Usa. Questa crisi partì dalla banche ma arrivò fino ai governi: i mercati, essendo meno propensi a dare prestiti subentravano meno nei bilanci, e i governi, avendo accumulato debito pubblico, non riuscivano a risanare i “buchi”. Fu così che questa crisi finanziaria si trasformò in crisi del debito sovrano. Il funzionamento dell’Unione europea venne giudicato e che con esso si notarono alcune lacune nel suo sistema di governance economica; la crisi fu un’occasione per notare ciò che, nel sistema, non funzionava.


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