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Evacuazione da Oleshky: i residenti arrivano a Chernihiv

Evacuazione da Oleshky: i residenti arrivano a Chernihiv

Zelensky celebra l’arrivo a Chernihiv dei profughi di Oleshky e lancia un appello globale per mantenere aperto l’accesso umanitario

Il 31 ottobre 2026 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha comunicato, tramite il suo profilo X, che i cittadini evacuati dalla città di Oleshky sono giunti sani e salvi nella regione di Chernihiv. L’operazione, descritta come umanitaria, ha permesso a centinaia di famiglie di riabbracciare i propri cari dopo settimane di isolamento sotto l’occupazione russa.

L’ammissione di questi sfollati avviene in un momento delicato per il conflitto, con la de-escalation ancora un obiettivo lontano. Zelensky ha sottolineato la necessità di mantenere l’accesso umanitario aperto a Oleshky, ricordando che la visibilità internazionale è fondamentale per salvare vite umane.

Evacuazione da Oleshky a Chernihiv: i primi ritorni

Le prime convoys di autobus, coordinati dalle autorità ucraine, hanno attraversato il confine interno verso Chernihiv, dove i profughi sono stati accolti da strutture di accoglienza locali.

Alcuni passeggeri, avvolti in piccoli vessilli tricolori, hanno pianto al momento del ricongiungimento. L’Afp ha documentato l’emozione dei familiari, ma per motivi di sicurezza non ha divulgato la destinazione finale dei gruppi evacuati.

Mediazione americana e ringraziamenti di Zelensky

Il ruolo di Melania Trump

La mediatrice statunitense Melania Trump, First Lady degli Stati Uniti, ha facilitato un cessate-il-fuoco locale che ha permesso alla Russia e all’Ucraina di concordare una zona sicura per l’evacuazione.

Zelensky ha espresso gratitudine verso la “parte americana” e ha definito il loro intervento decisivo per creare le condizioni necessarie al trasferimento dei civili.

Interventi di Dmytro Lubinets

Il Commissario per i diritti umani, Dmytro Lubinets, insieme al suo team, ha supervisionato la missione, assicurando che le norme internazionali fossero rispettate. Zelensky ha ringraziato esplicitamente Lubinets per la sua professionalità e per aver garantito il buon esito dell’operazione.

Richieste di difesa e contesto di attacchi russi

Parallelamente all’evacuazione, Zelensky ha ribadito l’urgente necessità di potenziare la difesa aerea ucraina. Ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno autorizzato l’acquisto di 500 sistemi missilistici Patriot, ma ha chiesto che gli intercettori PAC-3 vengano consegnati subito, con una fornitura di 100 unità al mese, per proteggere le città ucraine dagli attacchi balistici russi, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno.

Le ultime due settimane di ottobre hanno visto più di 30 attacchi contro infrastrutture energetiche, con droni e missili balistici mirati a impianti elettrici, centrali di riscaldamento e reti idriche. Secondo le forze aeree ucraine, sono stati intercettati 105 droni su 134 lanciati, ma gli impatti sono nonetheless avvenuti in 20 località, provocando morti e feriti in diverse regioni.

Da parte russa, il portavoce Rodion Miroshnik ha accusato Kiev di violare il trattato di tregua a Oleshky, sostenendo che un drone ucraino abbia colpito un’automobile civile, ferendo due persone. L’accusa, diffusa su Telegram, viene contestata da Kyiv, che mantiene che la zona sia sotto il controllo dell’occupazione russa e che gli attacchi siano volti a impedire ulteriori evacuazioni.

Zelensky ha ribadito la necessità di azioni concrete da parte della comunità internazionale per garantire la sicurezza dei civili e la difesa del territorio, chiedendo che i sistemi Patriot arrivino “nel momento stesso in cui la minaccia si manifesta”.

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