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Sciopero contro carovita e riarmo, alta tensione nelle piazze: denunce, feriti e perquisizioni

Sciopero contro carovita e riarmo, alta tensione nelle piazze: denunce, feriti e perquisizioni

Manifestazioni contro carovita e riarmo, il bilancio dopo gli scontri: 60 perquisizioni, denunce e decine di feriti tra le forze dell'ordine.

Lo sciopero generale ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, ma la mobilitazione contro carovita, guerra e riarmo è stata accompagnata anche da momenti di forte tensione. Tra scontri con le forze dell’ordine, agenti feriti, denunce e perquisizioni, le questure hanno tracciato il bilancio di una giornata di proteste che ha interessato numerose città, da Roma a Torino fino a Bologna.

Sciopero generale in tutta Italia, oltre 255mila persone in piazza: denunce, feriti e tensioni

La giornata di mobilitazione nazionale contro il carovita, la guerra e il riarmo ha coinvolto decine di città italiane, facendo registrare un’ampia partecipazione ma anche diversi momenti di tensione. Come riportato dal Corriere, secondo il portavoce della Confederazione Cobas, Pietro Bernocchi, sono state circa un milione le persone scese in piazza in 70 città, con 100mila presenze nella sola Roma.

Una stima diversa è arrivata dai vertici dell’ordine pubblico, che hanno quantificato in oltre 255mila i partecipanti complessivi. «Un’enorme presenza di studenti e lavoratori», hanno commentato i promotori, al termine di una giornata segnata anche da scontri con le forze dell’ordine, soprattutto nella Capitale, a Torino, Mestre e Vicenza.

A Roma si sono verificati diversi episodi di tensione, sia nel primo pomeriggio sia in serata, tra il Colosseo, il lungotevere e Testaccio.

Alcuni gruppi hanno tentato di superare i cordoni di sicurezza per raggiungere Montecitorio e altri edifici istituzionali. Gli agenti hanno risposto con cariche, lacrimogeni e idranti, mentre durante gli scontri sarebbero stati lanciati sassi, segnali stradali e petardi. In alcune zone sono state inoltre incendiate barricate realizzate con cassonetti, utilizzando palloncini contenenti benzina.

Raffica di perquisizioni dopo manifestazioni e proteste: “Decine di denunciati e identificati”

A Torino sono state denunciate dodici persone per diverse ipotesi di reato, tra cui inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La questura ha comunicato che, nell’ambito dei servizi di ordine pubblico, sono state identificate 256 persone e undici sono state accompagnate negli uffici per ulteriori accertamenti. La manifestazione del mattino avrebbe coinvolto circa 30mila partecipanti. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, uno spezzone studentesco di circa 4mila persone, partito da Palazzo Nuovo, ha raggiunto piazza Palazzo di Città, dove si sono successivamente aggiunti circa 400 soggetti riconducibili ad Askatasuna provenienti dal Campus Luigi Einaudi.

Il corteo, con circa 3mila partecipanti, ha attraversato il centro fino a piazza Castello e alla Prefettura. In questa fase, gli operatori di polizia sarebbero stati bersaglio di lanci di «uova contenenti vernice rossa, bulloni e bottiglie di vetro». Ulteriori momenti di tensione si sono verificati intorno alle 18, quando circa 3mila manifestanti si sono radunati senza preavviso in piazza Castello. Dopo aver attraversato alcune vie del centro, una parte degli attivisti ha cercato di raggiungere via Roma, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine.

Anche Bologna ha registrato una partecipazione significativa, con oltre 20mila persone secondo i dati della questura. Circa 300 manifestanti sono stati identificati ed è stato disposto un fermo preventivo sulla base della normativa recentemente introdotta. Le attività investigative hanno interessato anche Firenze e provincia, dove la Digos ha effettuato perquisizioni nei confronti di tre cittadini italiani maggiorenni. Gli interventi rientrano in un’operazione nazionale che ha coinvolto 23 città e ha portato complessivamente a 60 perquisizioni, eseguite dalla Digos e dalla polizia postale.

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