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Patriot: Zelensky esige consegna rapida di 500 intercettori per inverno

Patriot: Zelensky esige consegna rapida di 500 intercettori per inverno

Zelensky implora gli USA di spedire subito i Patriot per proteggere le città ucraine dall’ondata di missili russi.

Con l’arrivo dell’inverno, le città ucraine si trovano a dover difendere impianti energetici sempre più vulnerabili. Da settimane la Russia intensifica gli attacchi contro la rete elettrica, le centrali di riscaldamento e le infrastrutture idriche, creando una reale emergenza umanitaria. Il presidente Volodymyr Zelensky ha sottolineato l’urgenza di una risposta rapida, definendo la decisione americana di autorizzare l’acquisto di 500 sistemi Patriot “importante” per la sicurezza nazionale.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, il Dipartimento di Stato americano ha consentito a Kiev di acquistare 500 intercettori PAC-3 MSE, il modello più avanzato della famiglia Patriot, con un valore stimato di 2,1 miliardi di dollari. Tuttavia, la fornitura non è immediata: gli armamenti richiedono tempi di produzione e logistica che, tipicamente, si estendono su più anni.

Approvazione americana di 500 intercettori Patriot

L’autorizzazione prevede che l’Ucraina possa accedere alle scorte di intercettori attraverso il programma JUMPSTART, creato per canalizzare i fondi di paesi come Canada, Germania e Norvegia, oltre a un prestito dell’Unione Europea. Nessun denaro diretto dagli Stati Uniti verrà impiegato; invece, i partner internazionali copriranno i costi, permettendo a Kiev di integrare rapidamente gli PAC-3 MSE nei propri sistemi difensivi.

Finanziamento internazionale

Il meccanismo di finanziamento prevede che le risorse dei tre paesi alleati vengano trasferite al programma JUMPSTART, che a sua volta gestisce l’acquisto e la consegna delle armi. Questo approccio consente di accelerare la disponibilità dei missili, ma non risolve le difficoltà legate alla produzione: Lockheed Martin ha dovuto aumentare la capacità produttiva per far fronte sia alla domanda ucraina sia a quella di altri clienti, compresi gli impegni legati al conflitto in Iran.

Zelensky chiede consegna immediata per fronteggiare gli attacchi invernali

Nel corso delle ultime due settimane di ottobre, sono stati registrati più di 30 raid contro la rete energetica ucraina, con danni diffusi a centri di distribuzione, centrali elettriche e impianti di riscaldamento. Il 26 ottobre, missili balistici hanno colpito il campus di un’università di Kiev, un parco e la zona vicino a una stazione della metropolitana, provocando vittime, feriti e danni ingenti. Parallelamente, droni Shahed continuano a colpire sia la capitale sia altre città, alimentando un clima di terrore tra la popolazione civile.

Richiesta di 100 intercettori al mese

Zelensky ha chiesto ai partner americani di predisporre un pacchetto invernale che includa l’invio di 100 intercettori Patriot al mese. A suo avviso, un quantitativo di cinquecento missile sarebbe sufficiente a proteggere i cieli ucraini nei prossimi mesi, garantendo al contempo una posizione di forza nei negoziati internazionali e impedendo a Mosca di distruggere la vita quotidiana nelle città.

Ritardi burocratici e ostacoli alla fornitura

Nonostante l’autorizzazione, l’Ucraina attende ancora la firma del segretario alla Difesa americano Pete Hegseth per finalizzare la consegna dei missili Patriot e dei sistemi Nasams. La firma, attesa da quasi un mese, è cruciale per avviare le prime consegne. Nel frattempo, Washington non ha comunicato date precise di consegna, sottolineando che le vendite di armi richiedono normalmente lunghi iter amministrativi.

Prospettive per i prossimi mesi

Il presidente Zelensky ha ringraziato il presidente Donald Trump e l’Amministrazione statunitense per l’autorizzazione, ma ha ribadito che “è fondamentale garantire la protezione delle vite umane nel momento stesso in cui la minaccia si manifesta”. La sua richiesta di decisioni tempestive rimane una pressione costante sui partner internazionali, i quali devono conciliare scorte limitate, processi di produzione e la necessità urgente di difendere le infrastrutture critiche ucraine durante l’inverno.

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