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Garlasco, l'ipotesi di due condanne per un solo delitto: il nodo tra Stasi e Sempio

Garlasco, l'ipotesi di due condanne per un solo delitto: il nodo tra Stasi e Sempio

La difesa di Stasi prepara l'istanza di revisione per novembre, mentre la Procura di Pavia potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di Sempio: il nodo giuridico sulle due possibili condanne.

A quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, il caso Garlasco potrebbe entrare in una fase giudiziaria senza precedenti. Le nuove indagini della Procura di Pavia hanno riportato l’attenzione su Andrea Sempio, mentre Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, si prepara a chiedere che il proprio processo venga riesaminato.

Due iniziative che potrebbero incrociarsi.

Garlasco, i prossimi sviluppi tra nuove prove e revisione: cosa può succedere

Le prossime settimane potrebbero essere decisive per il futuro del caso Garlasco. La Procura di Pavia dovrà valutare se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, mentre la difesa di Alberto Stasi si prepara a depositare l’istanza di revisione della condanna, prevista per la seconda metà di novembre.

Le due iniziative potrebbero aprire un complesso confronto giuridico, soprattutto se dovessero emergere decisioni incompatibili sulla responsabilità per lo stesso omicidio.

I legali di Sempio avrebbero inoltre valutato la possibilità di chiedere una sospensione del procedimento o sollevare questioni di legittimità costituzionale. A diciannove anni dalla morte di Chiara Poggi, il caso resta dunque aperto a nuovi sviluppi: saranno le prossime decisioni dei magistrati e la valutazione degli elementi raccolti a chiarire se le nuove indagini potranno modificare una verità giudiziaria consolidata da anni.

Garlasco, Stasi e Sempio potrebbero essere condannati per lo stesso omicidio: il nodo giuridico

Come riportato da Fanpage, secondo il professor Oliviero Mazza, ordinario di Procedura penale all’Università Bicocca di Milano, non esiste un divieto che impedisca di celebrare un processo nei confronti di Sempio mentre resta valida la condanna di Stasi. Il vero ostacolo potrebbe emergere quando il giudice sarà chiamato a valutare gli elementi raccolti contro il nuovo indagato. La sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Stasi, infatti, rappresenta un precedente che non può essere trascurato.

L’articolo 238-bis del Codice di procedura penale permette di utilizzare le decisioni irrevocabili come prova dei fatti accertati. In questo caso, la ricostruzione giudiziaria già consolidata attribuisce l’omicidio all’ex fidanzato di Chiara. «Non c’è nessuna preclusione dal punto di vista giuridico a che si celebri il processo contro un soggetto anche se ce n’è un altro condannato per lo stesso reato». Il professore evidenzia però una difficoltà sostanziale: «È chiaro – aggiunge Mazza – che nell’eventuale processo a carico di Sempio, se c’è la prova che l’omicidio l’ha commesso un’altra persona, diventa un po’ difficile arrivare a una condanna». La questione riguarda anche i criteri necessari per mandare una persona a processo. Con la modifica dell’articolo 425 del Codice di procedura penale introdotta dalla Riforma Cartabia nel 2022, il rinvio a giudizio richiede infatti una ragionevole previsione di condanna. Un requisito che potrebbe risultare difficile da soddisfare se rimane in vigore una sentenza che identifica già un altro responsabile.

L’eventuale celebrazione di entrambi i procedimenti potrebbe quindi produrre un contrasto tra decisioni giudiziarie. «A quel punto ci sarebbe un contrasto tra i due giudicati che andrebbe risolto con la revisione del processo. Tra l’altro, paradossalmente, con la revisione di tutti e due i processi», osserva Mazza. Si tratta di uno scenario che coinvolgerebbe sia la condanna di Stasi sia un’eventuale futura sentenza nei confronti di Sempio.

Nel frattempo, la difesa dell’ex fidanzato di Chiara sta preparando la propria iniziativa. L’avvocato Antonio De Rensis ha annunciato che l’istanza di revisione dovrebbe essere depositata nella seconda metà di novembre. Il legale, che assiste Stasi insieme a Giada Bocellari, ha anticipato durante Ore 14 Sera su Rai 2 la presenza di nuovi elementi che ritiene particolarmente significativi, senza però rivelarne il contenuto.

Tra gli aspetti al vaglio della difesa ci sono le analisi genetiche effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta riconducibile a Stasi. Durante la nuova inchiesta sarebbero state recuperate due corse elettroforetiche negative che, secondo quanto comunicato dalla Procura di Pavia, non erano state inserite nel fascicolo originario. Le osservazioni riguardano l’impronta palmare numero 33, una traccia di calzatura individuata sulla scena, le analisi genetiche e la ricostruzione medico-legale dell’aggressione. Tra i punti contestati figura anche la compatibilità attribuita dai consulenti della Procura a una scarpa Frau numero 42. Gli avvocati sostengono che l’impronta non corrisponderebbe alla calzatura del loro assistito, che indossa il numero 44. Restano inoltre differenti le interpretazioni sulle tracce biologiche individuate sotto le unghie della vittima.

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