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Evade dagli arresti domiciliari per andare a lavorare in nero

Evade per andare a lavorare in nero

Evade dagli arresti domiciliari per andare a lavorare in nero ma viene controllato e portato davanti al giudice che gli conferma la misura

Surreale vicenda in Emilia Romagna, dove un uomo evade dagli arresti domiciliari per andare a lavorare in nero.

Diventa materia di un processo la curiosa vicenda di un riminese che scappa per necessità economiche illegali, ma pur sempre necessità forse legate alla crisi. Il 22enne in questione era stato sottoposto agli arresti domiciliari nella sua veste di indagato per rapina, ma è evaso per andare a lavorare in nero.

Evade dai domiciliari per andare a lavorare 

L’uomo era stato fermato da una pattuglia delle Volanti. A quel punto, con un controllo incrociato con i carabinieri, era emerso che il 22enne era stato sottoposto al provvedimento cautelare.

Una velina della  polizia spiega: “Era stato arrestato dalla polizia di Stato lo scorso 17 marzo. Il ragazzo, infatti, insieme ad altri due coetanei è indagato per aver partecipato a una rapina avvenuta a Urbino la notte del 26 novembre 2021”. 

Cameriere licenziato, poi il nuovo lavoro

Il 22enne è difeso dall’avvocato Alessandro Buzzoni, ed ha  piegato di lavorare come cameriere in un ristorante di Viserba. Per quel lavoro aveva un permesso ma a settembre era stato licenziato e “senza avvertire le autorità aveva trovato un lavoro in nero” che però terminava oltre l’orario di ritorno previsto dalla misura.

Il 22enne è stato processato per direttissima venerdì mattina, il giudice ha convalidato il fermo e applicato nuovamente gli arresti domiciliari.